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Democrazia diretta in Svizzera

Quattro candidati delle sezioni cantonali UDC per il seggio di Adolf Ogi

I delegati cantonali UDC (nella foto, gli zurighesi) hanno nominato per acclamazione i rispettivi candidati Keystone

Sono il grigionese Christoffel Brändli, la zurighese Rita Fuhrer, il bernese Samuel Schmid e il turgoviese Roland Eberle. Frattanto continuano i tentativi della sinistra di estromettere l'UDC dal consiglio federale.

A Landquart il consigliere agli Stati Brändli è stato scelto all’unanimità dalla sezione grigionese dell’Unione democratica di centro. Il politico è stato descritto nei vari interventi come l’uomo delle idee e delle visioni, segni di riconoscimento che saranno utili anche in governo. Secondo i delegati, Brändli è un tipico rappresentante di una politica «di montagna e di periferia», che in Svizzera deve essere valorizzata.

Anche Rita Fuhrer, 47 anni, è stata designata all’unanimità dai delegati della sezione zurighese, riuniti ieri in assemblea a Flaach. La consigliera di Stato ha spiegato di volersi presentare solo se avrà la fiducia di tutto il partito a livello nazionale. «Mi vedo come candidata per tutta l’UDC e non per o contro una corrente», ha puntualizzato.

Il consigliere agli Stati bernese Samuel Schmid e il consigliere di Stato turgoviese Roland Eberle erano stati scelti in precedenza dalle rispettive sezioni dell’UDC.

Il termine per formulare le proposte per le sezioni cantonali scade lunedì. Il Gruppo UDC alle Camere sceglierà il candidato ufficiale il 28 novembre, mentre l’Assemblea federale eleggerà il successore di Ogi il 6 dicembre. Il Gruppo deciderà probabilmente di proporre due nomi: quello di Rita Fuhrer e quello di uno dei tre uomini.

Samuel Schmid, rappresentante dell’ala moderata dell’UDC, sembra avere le chances migliori di essere eletto dall’Assemblea federale. Il senatore ha già precisato che accetterà di diventare consigliere federale anche qualora il Parlamento lo eleggesse contro le indicazioni ufficiali del suo Gruppo parlamentare.

Nel corso dellla fine settimana non sono mancante le dichiarazioni su una possibile esclusione dell’UDC dal governo. In un’intervista rilasciata al «Tages-Anzeiger», il presidente del Gruppo socialista alle Camere, Franco Cavalli, si è detto «fiducioso» di trovare un’intesa con i partiti borghesi. Il presidente del PPD, Adalbert Durrer, ha invece affermato, dalle colonne di «Le Temps», che l’estromissione è per ora prematura.

«Una grande maggioranza della base del PPD è contraria all’uscita dei democentristi dal Governo», ha affermato Durrer, smentendo le affermazioni di Cavalli, secondo cui «ci sono dei movimenti all’interno del Partito liberale radicale e del Partito popolare democratico».

Inoltre – ha aggiunto il presidente PPD – «ci sono poche possibilità che ciò avvenga con Franz Steinegger alla guida del PLR. Secondo Durrer, infatti, il PLR è «rimasto paralizzato» di fronte all’avanzata dell’UDC nelle ultime elezioni federali. Il democristiano si è detto convinto che «un cambiamento di sistema non si possa improvvisare alla carlona, in occasione di un posto vuoto in Consiglio federale. Il momento più propizio – ha affermato – è quello dell’inizio di una nuova legislatura», quando il Parlamento elegge i membri del Governo».

Sulla stessa lunghezza d’onda di Cavalli è invece il gruppo parlamentare dei Verdi, che insiste nel non voler eleggere un rappresentante dell’UDC in Consiglio federale. «Un partito che difende una politica isolazionista, xenofoba e antisociale» non ha nulla a che vedere in governo, indica una nota diffusa sabato dagli ecologisti.

Per questo i Verdi intendono procedere a una propria candidatura. «Siamo quasi pronti, mancano ancora alcuni colloqui e poi decideremo», ha indicato il presidente del partito, Ruedi Baumann. La consigliera nazionale e presidente del Gruppo parlamentare, Cécile Bühlmann, ha affermato ai microfoni dell’emittente zurighese «Radio Z» di essere pronta a candidarsi.

Nel corso dell’assemblea dei delegati zurighesi, il consigliere nazionale Christoph Blocher ha avuto parole durissime contro le manovre del PS per estromettere l’UDC dal Governo. Blocher ha rimproverato ai socialisti una mancanza di credibilità, poiché continuano ad invocare la concordanza, ma poi vogliono buttar fuori l’UDC dal governo.

«Concordanza significa che diversi partiti, secondo la loro forza e malgrado le diverse opinioni, governano insieme», ha osservato Blocher, per il quale, essendo il partito che detiene la maggior forza elettorale, l’UDC dovrebbe persino avere due seggi in Consiglio federale.

swissinfo e agenzie

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