Reali belgi in visita a Berna: accoglienza calorosa
Accompagnati dalle grida di «Viva il re» proferite da alcuni curiosi convenuti su Piazza federale, Alberto II del Belgio e la regina Paola sono stati ricevuti martedì con gli onori militari a Berna dal presidente della Confederazione Adolf Ogi.
Nelle orazioni pronunciate all’interno della sala «dei passi perduti», Ogi e Alberto II hanno posto l’accento sull’amicizia che lega i due popoli.
La visita di stato dei reali del Belgio è stata anche l’occasione per il ministro degli esteri belga Louis Michel e il suo omologo Joseph Deiss per un incontro di lavoro ufficiale, il primo tra i due. Tra Belgio e Svizzera, hanno dichiarato, non vi sono problemi bilaterali pendenti. Deiss ha detto di sperare in una ratifica veloce – inizio del 2001 – da parte di Bruxelles degli accordi bilaterali.
Nel corso dell’incontro tra l’esecutivo e gli ospiti coronati, Alberto II ha affermato che la Svizzera rappresenta un paese ricco di tradizioni e un punto di riferimento per quanto attiene alla coesitenza tra culture diverse. La Confederazione, ha aggiunto, è la dimostrazione di come quattro culture possano coesistere grazie anche alla struttura federale, alla quale il Belgio si è convertito, sebbene da poco.
Queste caratteristiche, ha precisato, «costituiscono un vantaggio in un mondo dove culture diverse sono sempre più in contatto». La ratifica degli accordi bilaterali con l’Unione europea non farà che rinsaldare i rapporti già intensi tra i due paesi.
Il Presidente della Confederazione ha sottolineato le affinità esistenti tra Belgio e Svizzera per quanto riguarda il rispetto delle minoranze. Grazie agli accordi con l’Unione Europea, ha ricordato, i due stati saranno ancora più vicini. Ogi ha lodato il ruolo pionieristico svolto dal Belgio nella costruzione dell’Europa e in particolare ha ricordato la figura di uno dei suoi uomini politici maggiori, l’ex primo ministro Paul-Henri Spaak.
Gli accordi bilaterali e l’integrazione europea sono stati il piatto forte dell’incontro. Louis Michel ha dichiarato che solleciterà senz’altro le istanze ufficiali coinvolte nel processo di ratifica ad accettare gli accordi negoziati con Berna. La lentezza della procedura, ha aggiunto Deiss, è dovuta al meccanismo istituzionale piuttosto complesso in vigore nel Belgio che prevede la ratifica da parte di sette parlamenti. Per Michel il ritardo non è dovuto a obiezioni sui contenuti degli accordi.
Sempre in tema Europa, il capo del Dipartimento federale degli affari esteri ha informato la controparte della futura politica di Berna nei confronti dell’Europa: l’anno prossimo Bruxelles assumerà per sei mesi la presidenza dell’Unione Europea. Deiss ha esposto la posizione dell’esecutivo relativamente all’iniziativa «Sì all’Europa» confermando l’intenzione di Berna di imprimere nuovo slancio al processo di integrazione – ossia negoziati di adesione – nel corso della prossima legislatura.
L’unico neo a livello bilaterale riguarda l’indicizzazione delle pensioni dei cittadini svizzeri stabilitisi nel Congo belga, ex colonia di Bruxelles, e oggi Repubblica democratica del Congo (RDC). Michel ha affermato di credere in una soluzione veloce e equa grazie alla quale mettere fine alla questione.
Oltre ai temi che li riguardavano direttamente, si è anche discusso della situazione nei Balcani. I due paesi condividono la stessa opinione circa la situazione attuale in questa regione e in particolare nella Repubblica di Jugoslavia.
Secondo Michel è necessario concedere al nuovo leader di Belgrado, Vojislav Kostunica, la maggior visibilità politica possibile aiutandolo a ricostruire il suo paese affinché anche la Jugoslavia possa reintegrarsi nell’Europa, area «alla quale appartiene culturalmente e politicamente». Deiss si è associato a questa analisi aggiungendo però che non bisogna dimenticare gli altri paesi della regione, i quali hanno bisogno dell’aiuto europeo.
swissinfo e agenzie
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