Revisione dell’AVS approvata dal Consiglio nazionale per il rotto della cuffia
Dopo tre giorni di dibattiti e innumerevoli correzioni, l'undicesima revisione della legge sull'AVS ha faticosamente superato mercoledì mattina lo scoglio del Consiglio nazionale, che l'ha accolta di stretta misura, con 62 voti contro 60 e 63 astenuti. L'oggetto va ora agli Stati, mentre già si agita la minaccia del referendum.
L’opposizione è giunta soprattutto dallo schieramento rosso- verde e le astensioni dall’UDC e dal PLR. Poco prima il Nazionale aveva approvato, con 120 voti contro 44 e 21 astenuti, il decreto sul finanziamento dell’AVS, che prevede di aumentare complessivamente il tasso dell’IVA di 1,5 punti.
L’undicesima revisione dell’AVS prevede di rialzare, in linea di principio nel 2009, l’età di pensionamento delle donne da 64 a 65 anni, parificandola a quella degli uomini. In cambio, introduce agevolazioni per quanto riguarda il pensionamento flessibile a partire dei 62 anni.
A tale scopo la Camera del popolo ha però voluto dedicare soltanto 400 milioni, contro gli 800 proposti dalla commissione per attenuare le riduzioni delle rendite. In sostanza, la cifra equivale al risparmio ottenuto con l’aumento dell’età di pensionamento delle donne.
Per quanto riguarda le rendite delle vedove, il Nazionale ha deciso di risparmiare solo 120 milioni, al posto dei 510 proposti dalla sua commissione e i 786 del progetto iniziale del governo, poi abbandonato dal Consiglio federale. Solo le vedove senza figli non avranno più diritto alla rendita, ossia l’11 per cento delle vedove.
La Camera del popolo ha deciso l’adeguamento triennale delle rendite al rincaro (attualmente biennale) e per il suo calcolo ha conservato l’indice misto (50 per cento indice di rincaro, 50 per cento indice salariale).
Infine, ha scartato l’idea di far capo alle riserve d’oro in esubero della BNS per il finanziamento dell’AVS. Allo stesso contribuirà invece il gettito dell’IVA che dovrebbe essere aumentata di 0,5 punti nel 2007 e di 1 punto nel 2011. Questi aumenti dovrebbero fruttare circa 4 miliardi d’introiti supplementari.
swissinfo e agenzie
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