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Ruth Metzler: le pressioni europee sono «immorali e inaccettabili»

La Consigliera federale Ruth Metzler Keystone

Ruth Metzler respinge le pressioni provenienti da Bruxelles, che minaccia ritardi nella procedura di ratifica degli accordi bilaterali se Berna non aprirà una nuova linea di trattative sulla fiscalità e la frode doganale.

Attualmente la tattica dell’UE è di mettere la Svizzera sotto pressione, afferma la consigliera federale in un’intervista alla «Argauer Zeitung». È un atteggiamento che va combattuto.

Berna, assieme ai negoziati sul contrabbando, vorrebbe intavolarne altri per poter partecipare agli accordi di Schengen e di Dublino in materia d’asilo e d’immigrazione. L’Europa ha interesse a negoziare, afferma il Ministro di giustizia e polizia. Gli stati confinanti trarrebbero beneficio dalla partecipazione della Svizzera al sistema di sicurezza europeo.

Le velate minacce europee erano contenute in una lettera inviata giovedì scorso al consigliere federale Joseph Deiss dal commissario europeo Chris Patten. La missiva affermava che un ritardo da parte elvetica nell’apertura di nuovi negoziati «rischierebbe di comportare seri effetti negativi sulle prospettive di sviluppo delle nostre relazioni». Segnalava pure che la ratifica degli accordi bilaterali potrà soltanto «essere favorita dalla realizzazione di progressi» riguardo alla fiscalità e alla frode doganale.

Nell’intervista la Metzler giudica che la lettera del commissario non contenga solo elementi negativi. Patten afferma infatti che «la commissione è pronta a discutere delle nostre richieste. E ciò costituisce un progresso rispetto alle opinioni espresse finora». Ma vincolare la ratifica dei bilaterali all’apertura di nuove trattative «è immorale e inaccettabile».

swissinfo e agenzie

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