Samuel Schmid in Consiglio federale: una solitudine relativa
Le valutazioni della vigilia davano quale vincitore Blocher, qualunque fosse stata la scelta dell'Assemblea federale. Il risultato, che consacra un esponente UDC relativamente moderato, ridimensiona invece il leader dell'ala dura zurighese.
Nei giorni scorsi, Christoph Blocher aveva fatto sapere ai quattro venti che Samuel Schmid non era il suo candidato. Se l’Assemblea lo avesse preferito al ticket ufficiale presentato dall’UDC, Blocher aveva minacciato una “vera politica d’opposizione”. La voce grossa non è però servita e l’Assemblea federale ha spazzato via le due candidature ufficiali, preferendo loro addirittura un terzo UDC, ossia Ulrich Siegrist, quale contendente di Schmid nella fase finale dello scrutinio. “Il Parlamento ha preferito l’apertura all’arroganza”, si è sfogato un rappresentante democristiano.
Per la prima volta, l’UDC ha così fatto l’esperienza di vedere sconfessati i suoi candidati ufficiali. Ed è anche la prima volta, dal 1959, che nessuno dei due candidati ufficiali di un ticket è eletto. Si tratta di un incontestabile smacco per il partito e nelle prossime settimane ci potrebbe essere un chiarimento interno.
Secondo il politologo Iwan Rickenbacher, l’ala blocheriana esce perdente da questo confronto, mentre si afferma il centro. “Con questa decisione si è voluto fare da contrappeso allo strapotere di Zurigo”, indica Rickenbacher. L’elezione ha anche evidenziato una crescente polarizzazione dei partiti politici e il Consiglio federale dovrà svolgere in futuro un ruolo più accentuato di mediazione. Secondo Rickenbacher, il Parlamento ha oggi meno paura di Blocher e in futuro le formazioni borghesi cercheranno alleanze temporanee su precisi argomenti con vari esponenti UDC. Il risultato dell’elezione ha dimostrato che l’UDC non è monolitica.
Certo, Samuel Schmid non avrà la vita facile in governo. Subito dopo la sua elezione, Blocher, il capogruppo parlamentare Frey e il presidente del partito Maurer hanno avvertito che ora si sentono più liberi di condurre una vera politica di opposizione, anche se continuano a riconoscere in Schmid uno dei loro. “Schmid dovrà però avvicinarsi alla linea difesa dal partito, altrimenti sarà battaglia.”
Il nuovo consigliere federale rischia di ritrovarsi presto molto solo su temi che riguardano la politica di apertura della Svizzera. Schmid si è comunque detto fiducioso, convinto che una buona parte dei deputati UDC lo hanno appoggiato. Inoltre Frey, per intanto, ha garantito al neo consigliere federale l’appoggio della frazione parlamentare UDC.
Samuel Schmid potrà senz’altro contare sull’appoggio degli altri partiti di governo, compresi i socialisti, che riconoscono in lui una persona seria e capace di ascoltare. Per numerosi parlamentari, la scelta di Schmid si rivelerà sicuramente la più ragionevole. La scelta di un candidato ufficiale non avrebbe comunque indotto Blocher – personaggio imprevedibile – a sentirsi legato a lungo a un “suo” consigliere federale.
Ma non ci si faccia illusioni sulle possibilità di Samuel Schmid di influire sul corso dell’UDC per costringerla a una maggiore responsabilità governativa. “Non c’è riuscito Adolf Ogi con tutta la sua popolarità, non ci riuscirà un personaggio privo di carisma come Schmid”, confida rassegnata una deputata socialista. Le prossime importanti verifiche per il nuovo consigliere federale saranno l’impiego di soldati armati in operazioni di pace all’estero e l’adesione della Svizzera all’ONU.
Mariano Masserini
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