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Sessione estiva delle Camere federali: fari puntati su accordo con il Mercosur e aiuti all’Ucraina

Deve ripeterlo: la ministra dell'Interno Elisabeth Baume-Schneider durante un dibattito al Consiglio nazionale sul finanziamento della 13ª rendita AVS lo scorso anno.
La ministra dell’Interno Elisabeth Baume-Schneider durante un dibattito al Consiglio nazionale sul finanziamento della 13esima rendita AVS lo scorso anno. Keystone / Peter Klaunzer

La sessione estiva del Parlamento svizzero sarà segnata da discussioni sull’accordo di libero scambio con il Mercosur e sugli aiuti della Svizzera all’Ucraina. Ma soprattutto, le Camere dovranno finalmente chiarire la questione del finanziamento dell’AVS.

La sessione si terrà dal 1° al 19 giugno. Entro la fine dei lavori dovrebbe essere definito come finanziare la 13esima rendita AVSCollegamento esterno. Da tempo le due Camere non trovano un accordo. La commissione competente del Consiglio nazionale propone di finanziare la rendita supplementare esclusivamente tramite l’IVA e ha avanzato ora una nuova proposta: un suo aumento temporaneo di 0,5 punti percentuali.

Nelle prime fasi del dibattito, il Consiglio nazionale aveva deciso un aumento dello 0,7%, limitato fino al 2030. Il Consiglio degli Stati, invece, puntava su una combinazione di IVA e contributi salariali.

Il servizio del TG 12.30 della RSI del 1. giugno 2026:

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È già stato deciso che la 13esima rendita pensionistica verrà erogata per la prima volta alla fine dell’anno. Per farlo occorreranno 4,2 miliardi di franchi nell’anno in corso, e come è noto, l’AVS va a beneficio anche di molte persone emigrate.

Pochi i temi che riguardano la Quinta Svizzera

Dal punto di vista degli svizzeri e delle svizzere all’estero, la sessione si prospetta relativamente tranquilla. Dopo alcune sessioni dense di contenuti, questa volta sono in gioco pochi dossier che sono rilevanti per la diaspora.

Resta da appianare un’ultima divergenza tra le due Camere sull’introduzione, già approvata in linea di principio, della raccolta elettronica delle firme Collegamento esterno(e-collecting). In futuro, chi vive all’estero potrà così partecipare alla raccolta di firme per iniziative e referendum. Entrambi i rami del Parlamento vogliono però una fase di sperimentazione prima dell’introduzione definitiva.

A differenza del Consiglio nazionale, il Consiglio degli Stati propone di limitare geograficamente i test, ad esempio a singole città svizzere. La palla torna ora al Nazionale, che non aveva previsto questa restrizione.

Servizio militare e doppia cittadinanza

Un altro tema che verrà nuovamente affrontato riguarda il servizio militare. Tutto è partito da una mozione Collegamento esternopresentata dal consigliere agli Stati Mauro Poggia, che ha contestato il fatto che i cittadini con doppia cittadinanza svizzera e francese potessero adempiere al loro intero obbligo militare con una sola giornata di orientamento in Francia, sottraendosi così al servizio militare in Svizzera. La sua richiesta di porre fine a questa scappatoia è già passata in entrambe le Camere, con una leggera divergenza che resta ancora da appianare.

A ciò si aggiunge una proposta complementare della Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale, che vuole misure analoghe per tutti i cittadini con doppia nazionalità, al fine di eliminare simili incentivi. Tuttavia, per molti giovani svizzeri all’estero – spesso con la doppia cittadinanza – cambierebbe poco, poiché per loro il servizio militare resta volontario.

Accordo Mercosur: verso il referendum?

In politica estera, il dossier principale è l’accordo di libero scambio con i Paesi del Mercosur, negoziato dal Consiglio federale e ora all’esame del Consiglio nazionale.

L’accordo è controverso. I Verdi hanno già annunciato un possibile referendum, mentre il settore agricolo esprime forte scetticismo e chiede misure di accompagnamento per compensare gli effetti dell’apertura del mercato.

Preoccupante: i Verdi e gli agricoltori chiedono misure di accompagnamento per il libero scambio con il Sudamerica.
Il Mercosur fa paura: i Verdi e gli agricoltori chiedono misure di accompagnamento per l’accordo di libero scambio con il Sudamerica. Keystone

Secondo il presidente dell’Unione svizzera dei contadini, Markus Ritter, le misure proposte dal Governo sono insufficienti: “Stiamo valutando l’ipotesi di un referendum”.

La commissione del Consiglio nazionale chiede inoltre che la Svizzera si adoperi per impedire ulteriore deforestazione nei Paesi del Mercosur, anche attraverso un possibile allineamento alla normativa europea in materia.

Verdi e mondo contadino stanno già valutando una strategia comune per rafforzare il proprio peso politico in vista del dibattito in programma il 17 giugno.

Aiuti svizzeri all’Ucraina sotto la lente

In agenda vi sono anche discussioni sugli aiuti elvetici all’Ucraina. Per la ricostruzione del Paese, il Consiglio federale prevede un coinvolgimento senza precedenti del settore privato svizzero, che dovrebbe assumere un ruolo guida nei progetti.

Questa impostazione ha già suscitato critiche a sinistra, secondo la quale il Consiglio federale privilegia gli interessi dell’economia rispetto alle necessità dell’Ucraina.

persona dietro a finesre con vetri rotti
Nella ricostruzione dell’Ucraina, il Consiglio federale intravede delle opportunità anche per l’economia svizzera. Copyright 2025 The Associated Press. All Rights Reserved.

Il Parlamento dovrà esprimersi su una legge federaleCollegamento esterno che prevede 500 milioni di franchi di incentivi per le imprese rossocrociate impegnate in progetti in Ucraina. Le commissioni di entrambe le Camere raccomandano di approvarla. Non sono mancate però le discussioni: nella commissione del Consiglio nazionale si è discusso del coinvolgimento dell’industria svizzera, mentre nella commissione preparatoria del Consiglio degli Stati si è parlato anche di misure anticorruzione.

Per garantire dal punto di vista giuridico questa nuova forma di aiuto all’estero, la Svizzera ha dovuto negoziare altri due accordi con l’Ucraina, che ora devono essere ratificati anche dalle Camere: un accordo di libero scambioCollegamento esterno che esenta dai dazi doganali le esportazioni svizzere verso l’Ucraina. E un accordo bilateraleCollegamento esterno che garantisce che la Confederazione possa aggiudicare commesse in base alla propria legislazione in materia di appalti pubblici.

Oltre a questi progetti di legge, il Consiglio degli Stati sta esaminando anche un postulatoCollegamento esterno. Esso chiede al Consiglio federale di valutare l’efficacia di questo tipo di aiuto e di riferire se le aspettative ad esso legate si stanno concretizzando.

Messa al bando dei Guardiani della rivoluzione iraniani?

Una mozione Collegamento esternoal Consiglio degli Stati chiede di classificare come organizzazione terroristica il Corpo dei pasdaran. Dopo Stati Uniti e Canada, anche l’Unione Europea li ha inseriti nella lista delle organizzazioni terroristiche a partire da gennaio.

Un eventuale allineamento della Svizzera avrebbe una certa risonanza internazionale e potrebbe mettere alla prova le relazioni particolari tra Berna e Teheran.

Iniziative popolari: ritorno al nucleare?

Anche alcune iniziative popolari sono in fase di preparazione per essere sottoposte al voto popolare. La più importante riguarda l’energia nucleare. L’iniziativa “Stop al blackoutCollegamento esterno” chiede di garantire l’approvvigionamento in energia elettrica del Paese e, implicitamente, di fare marcia indietro sul divieto di costruire nuove centrali nucleari. Il controprogetto indiretto del Governo crea dal canto suo le basi giuridiche necessarie per revocare la moratoria sulle centrali nucleari, decisa dopo l’incidente di Fukushima.

Il Consiglio federale e il Consiglio degli Stati raccomandano di respingere l’iniziativa a favore del controprogetto. Il dibattito approda ora al Consiglio nazionale, ma la decisione finale spetterà probabilmente al popolo.

I Verdi minacciano un referendum anche contro il controprogetto, ritenendo che ostacoli lo sviluppo delle energie rinnovabili.

Fuochi d’artificio e foie gras

Al termine della sessione estiva, anche l‘iniziativa sui fuochi d’artificio Collegamento esternosarà stata discussa da entrambe le Camere. L’iniziativa e una controprogetto indiretto al riguardo passeranno ora al vaglio del Consiglio degli Stati. La commissione competente di quest’ultimo intende allinearsi al Consiglio nazionale. Ciò significa che l’uso dei fuochi d’artificio dovrebbe essere vietato in tutta la Svizzera.

Sul fronte alimentare, il Consiglio nazionale respinge il divieto di importazione del foie gras, preferendo un controprogetto che prevede l’obbligo di dichiarazione e, se necessario, ulteriori misure per ridurre le importazioni. Ora la parola passa al Consiglio degli Stati, la cui commissione raccomanda di seguire in linea generale questa posizione.

Articolo a cura di Samuel Jaberg

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