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Si allarga il fronte dei dissidenti all’interno dell’UDC

Cresce la rivolta contro la linea «blocheriana» in seno all'UDC. Due ex segretari generali hanno sbattuto lunedì la porta: Max Friedli (foto d’archivio) ha sospeso la sua adesione temporaneamente, mentre Myrtha Welti l'ha ritirata definitivamente

Il consigliere nazionale vodese e vicepresidente dell’UDC svizzera Jean Fattebert sostiene le loro proteste. Sollecitato nel frattempo dai giornalisti, il rappresentante dell’UDC in Consiglio federale Adolf Ogi ha rifiutato di commentare i conflitti interni del suo partito e quelli fra UDC e PS. Il
presidente della Confederazione ha comunque osservato che i partiti
governativi non dovrebbero lasciarsi andare a provocazioni, né rompere il dialogo. Quest’ultimo costituisce l’essenza di una politica di concordanza, ha ricordato Ogi.

Direttore dell’Ufficio federale dei trasporti e amico di lunga data di Ogi, Friedli ha detto lunedì in interviste al «Blick» e alla Radio svizzero tedesca DRS di non poter più condividere l’attuale condotta dell’UDC. Desidera che la sezione bernese del partito si distanzi non solo verbalmente dalla corrente di Christoph Blocher, ma anche a livello di contenuti.

La lettera che hanno ricevuto lunedì i 26mila membri della sezione bernese da parte del presidente cantonale Hermann Weyeneth, che parla di un distanziamento dalla sezione zurighese, a suo avviso non basta. L’ex segretario generale del partito non vuole solo parole: vuole un impegno chiaro a favore dei bilaterali, dell’impiego all’estero in missioni di pace di soldati svizzeri armati e dell’AVS.

La discussione «stomachevole» sul fascismo provocata da Christoph Blocher lo ha fatto riflettere molto. Friedli intende osservare nei prossimi mesi l’evoluzione dell’UDC svizzera e della sezione bernese, prima di prendere una decisione su un’eventuale revoca della sospensione.

Non ha invece avuto indugi nel lasciarsi definitivamente alle spalle l’UDC Myrtha Welti, che ha rassegnato le dimissioni. In un’intervista alla Radio svizzera tedesca DRS, l’ex segretaria generale ha dichiarato oggi che, con il suo comportamento, l’UDC negli ultimi mesi ha rotto il sistema di concordanza e che non è più un partito di governo.

Secondo la Welti, già da tempo l’UDC con il suo stile ha svoltato sulla linea dell’opposizione. «La semina del signor Blocher ha dato i suoi frutti», ha commentato l’ex segretaria generale. A suo avviso, la strategia dell’UDC è diventata sempre più quella di trasformare in «discussioni da salotto» i dibattiti su certi temi. Ciò ha condotto a situazioni come la bocciatura
popolare di domande di naturalizzazione registrata a Emmen.

Gli argomenti di Friedli e della Welti sono ampiamente condivisi da Jean Fattebert, il quale apprezza anche le critiche formulate sabato dalla consigliera nazionale zurighese Lisbeth Fehr. «Non si può ammettere che l’ala zurighese abbia così tanto peso», ha dichiarato all’agenzia di stampa svizzera Ats il vicepresidente dell’UDC, deplorando la scarsa considerazione del partito per le opinioni della minoranza.

Fattebert ritiene tuttavia che, pur attraversando una crisi, l’UDC rimanga unita. Le diverse correnti del partito hanno sufficienti valori comuni, ha affermato. Un gruppo di lavoro è già stato incaricato di esaminare la situazione. La sezione vodese prenderà «posizioni chiare», ha pronosticato Fattebert in un’intervista rilasciata alla Radio svizzera romanda.

I dissidi che scuotono in questo momento l’UDC svizzera saranno dibattuti sabato prossimo dal congresso della sezione grigionese. In un’intervista alla «Südostschweiz», il presidente dell’UDC grigione Hansjörg Hassler non esclude che vengano persino discusse azioni contro il partito nazionale.

Le prime contestazioni pubbliche di Christoph Blocher da parte di esponenti UDC erano state formulate lo scorso fine settimana. In una lettera ai membri dell’UDC bernese, il presidente Hermann Weyeneth aveva stigmatizzato le recenti proposte di smantellamento dello stato sociale avanzate dall’ala «blocheriana» e le accuse di nazismo rivolte ai socialisti dal parlamentare zurighese. Per gli stessi motivi l’ex presidente della sezione di Schwamendingen (nel Canton Zurigo) Erich Gerber aveva rassegnato le proprie dimissioni. La consigliera nazionale di Winterthur Lisbeth Fehr era insorta, in un’intervista pubblicata sabato sul quotidiano regionale «Landbote», contro i «tratti totalitari» assunti dall’UDC puntando l’indice accusatore contro Blocher.

swissinfo e agenzie

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