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Democrazia diretta in Svizzera

Socialisti divisi sulla successione di Adolf Ogi

L'ex-presidente dei socialisti, Hubacher , in una foto d'archivio che lo ritrae con il dimissionario consigliere federale UDC, Ogi Keystone

La proposta della direzione del PS, di estromettere l'UDC dal Consiglio federale, sta sollevando critiche all'interno stesso del partito. Secondo l'ex presidente Helmut Hubacher, l'operazione porterebbe acqua al mulino di Christoph Blocher.

«Non ha alcun senso buttar fuori dal Consiglio federale l’UDC», ha dichiarato Hubacher in un’intervista pubblicata mercoledì dalla «Neue Luzerner Zeitung». Un’esclusione aiuterebbe Blocher ad attuare una pura opposizione, come egli vorrebbe, spiega l’ex presidente del Partito socialista svizzero (PS).

Inoltre, offrire un terzo seggio al Partito liberale radicale (PLR) non è una prospettiva: «Da quando mai il PLR è un’ancora di salvezza per il PS?», chiede Hubacher. A suo avviso, del resto, PLR e PPD si guarderebbero bene dal partecipare all’estromissione dell’UDC dal governo. Ciò aumenterebbe infatti le probabilità di Blocher di attirare i loro dissidenti di destra.

La mossa non convince nemmeno il consigliere nazionale bernese Peter Vollmer. Prima di cacciare l’Unione democratica di centro, gli altri partiti dovrebbero concertare un programma governativo con una linea di centrosinistra, ha indicato il parlamentare alla «Berner Zeitung». Ma a suo avviso, attualmente non c’è alcun presupposto per un tale indirizzo. Vollmer ritiene invece più opportuno utilizzare in modo mirato i 60 voti socialisti all’Assemblea federale, per impedire l’elezione della zurighese Rita Fuhrer e favorire invece quella di un candidato UDC moderato.

L’UDC non è di per sé «inabile al governo», osserva Vollmer. E secondo Helmut Hubacher, l’UDC deve far parte del Consiglio federale in quanto formazione con la maggior forza elettorale. La formula magica non è eterna, ma è pur sempre stata decisamente confermata nelle elezioni dello scorso dicembre, rileva Hubacher.

Anche il capogruppo UDC, Walter Frey, considera che più il suo partito è rappresentato in governo, meno svolge un ruolo d’opposizione. Se il 6 dicembre fosse eletto un UDC che non è candidato ufficiale, chiaramente «noi ci sentiremmo meno legati», ha avvertito in un’intervista alla «Neue Zürcher Zeitung». In tal caso l’UDC potrebbe rimettere sul tappeto la questione dell’elezione del governo da parte del popolo. Frey non ha comunque voluto scoprire le carte sui suoi candidati favoriti.

swissinfo e agenzie

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