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Solidarietà dei consumatori svizzeri con gli immigrati nel sud della Spagna

Manifestazione di protesta contro le condizioni di lavoro nelle piantagioni spagnole il 27 ottobre a Berna Keystone

Oltre mille lettere di protesta sono state inviate nelle ultime settimane da consumatori romandi alla Migros e alla Coop. Le missive esprimono disapprovazione per le condizioni di lavoro degli immigrati nel sud della Spagna.

Alcune Organizzazioni non governative (ONG) avevano lanciato il mese scorso un appello ai due distributori per farli intervenire a favore di questi lavoratori. Il movimento ha ora raggiunto la Svizzera tedesca.

La Federazione romanda dei consumatori (FRC) aveva già indirizzato all’inizio del mese una lettera alla Migros e una alla Coop per essere tenute al corrente delle modifiche intervenute in seguito al rapporto «El Ejido, terra del non diritto». Lo studio era stato pubblicato da una commissione d’inchiesta del Forum civico europeo e del Comitato europeo di difesa dei rifugiati e immigrati.

Secondo l’indagine, le condizioni di lavoro a El Ejido sono «simili alla schiavitù». I due grandi distributori svizzeri acquistano prodotti in questa regione. Disordini a carattere razzista contro operai agricoli marocchini avevano già fatto decine di feriti in febbraio.

Nessuna sanzione ha colpito i responsabili dei disordini e nessun miglioramento delle condizioni salariali e di alloggio degli immigrati sono state osservate dalle diverse ONG sul posto. Queste sperano che l’invio di oltre 1000 lettere ai presidenti della direzione di Coop e Migros possa servire a cambiare le cose.

Le lettere chiedono ai due distributori di intervenire presso il governo andaluso e il municipio di El Ejido per migliorare l’alloggio degli immigrati e far rispettare la legge sugli stranieri. Migros e Coop sono pure invitate a «rinunciare a verdure a buon mercato – soprattutto pomodori, melanzane e cetrioli – se prodotti senza rispettare dignità umana e natura».

Il manager di Migros Johann Züblin ha dichiarato venerdì a Berna davanti ai media che l’azienda si sforza di controllare con più attenzione la merce proveniente da questa regione. «Una delegazione si recherà sul posto in novembre per verificare le condizioni di lavoro». Secondo la Migros, un boicottaggio non rappresenta la soluzione ideale. Infatti colpirebbe soprattutto i piccoli contadini e gli operai illegali provenienti dall’Africa del Nord.

swissinfo e agenzie

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