Tassare l’energia invece del lavoro? No, grazie!
Niente da fare per gli ecologisti. La loro iniziativa è stata largamente respinta da popolo e cantoni.
L’iniziativa, bocciata in tutti cantoni, è riuscita a convincere una debole minoranza di cittadini. I no hanno raggiunto il 77,5%, contro il 22,5% di sì. Tra i più ostili il cantone di Nidwaldo, con l’86,1% di voti contrari. Più comprensione hanno dimostrato Basilea città, con “soltanto” il 69,4% di no.
Il risultato soddisfa il presidente del comitato contro l’iniziativa, il radicale democratico di San Gallo Peter Weigelt, secondo il quale il popolo “ha fatto bene a non lasciarsi trascinare in questa avventura.” Per lui, l’iniziativa rappresentava più che altro “una costrizione ideologica; il popolo è stufo e in futuro ci sarà più opposizione in questo campo.” Il risultato ha anche dimostrato che energia e lavoro non sono due fattori manipolabili a piacimento, “ma essi costituiscono una parte della nostra economia con cui bisogna procedere con precauzione.”
Per l’Unione democratica di centro, questo chiaro risultato indica che il popolo ne ha abbastanza di pagare tasse supplementari. Il partito popolare democratico non è sorpreso del netto risultato, perché l’iniziativa “conteneva errori intollerabili.” Tassare l’energia idraulica, unica fonte di energia rinnovabile, non era la buona soluzione.
Delusione dei verdi
Da parte loro, gli ecologisti si sono detti delusi. “Sapevamo di non potere vincere, ha detto il consigliere nazionale Ruedi Baumann, ex presidente del partito. I verdi pensavano che almeno un terzo dei votanti avrebbero capito l’interessante opportunità di questa riforma fiscale. Ma non c’è stata campagna e i verdi non avevano i mezzi finanziari sufficienti per spiegare la vera posta in gioco.” I verdi deplorano che l’esame dell’iniziativa abbia preso così tanto tempo e secondo loro il fallimento è la conseguenza di una “strategia di sabotaggio”.
Anche se il partito socialista appoggiava l’iniziativa, la presidente Christiane Brunner ha detto che “gli ecologisti non avrebbero dovuto riproporre un argomento simile a quello già bocciato 14 mesi prima.”
Gli obiettivi dell’iniziativa
La Svizzera non sembra proprio pronta per una riforma fiscale in senso ecologico sul modello dei paesi scandinavi, visto che il popolo ha bocciato l’anno scorso un pacchetto di misure per tassare l’energia. Gli ecologisti non si erano però scoraggiati. Con questa iniziativa partivano dal punto di vista che “le buone idee si impongono raramente al primo tentativo.”
L’iniziativa “per garantire l’AVS – tassare l’energia e non il lavoro” intendeva introdurre una dimensione ecologica nel sistema fiscale. I verdi proponevano una sorta di arrocco fiscale: le tasse non avrebbero più gravato il lavoro umano, ma il consumo di energia.
In questo modo si volevano raggiungere tre obiettivi: ridurre il carico ambientale, lottare contro la disoccupazione e garantire il finanziamento delle assicurazioni sociali.
Tra gli oppositori all’iniziativa figurava tutto lo schieramento di centro-destra in parlamento. Per loro e per il governo l’iniziativa avrebbe limitato considerevolmente il futuro margine di manovra politico-finanziario della Confederazione.
Dal profilo socio-politico, il Consiglio federale ritiene che un’eventuale riduzione dell’età di pensionamento mediante l’imposizione dell’energia non farebbe altro che gonfiare l’insieme dei compiti e acuire gli attuali problemi di finanziamento delle assicurazioni sociali.
Mariano Masserini
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