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Ticino: confermato il crollo della Lega

Giuliani Bignasca, presidente della Lega dei ticinesi swissinfo.ch

Preannunciato domenica con l'elezione del governo del Canton Ticino, il crollo della Lega si è confermato lunedì per il rinnovo del parlamento.

In crescita socialisti e UDC, stabili i partiti storici. La partecipazione al voto non ha raggiunto il 60%.

Le elezioni in Ticino si dimostrano quindi una netta disfatta per il movimento fondato da Giuliano Bignasca e Flavio Maspoli nel 1991.

Dal 1995, la Lega era il terzo partito del canton Ticino. Con le elezioni del 2003, cede nuovamente il posto al partito socialista della consigliera di stato Patrizia Pesenti, brillantemente rieletta domenica.

Per la corsa al Consiglio di stato la Lega ha potuto limitare la perdita grazie al buon risultato personale ottenuto da Marco Borradori, suo rappresentante in governo. Con 15,1% delle preferenze, la Lega ha però subito un calo del 6% rispetto a quattro anni orsono.

Il crollo è ancora più evidente per il Gran Consiglio, dove la Lega ha dovuto accontentarsi dell’11,9%, perdendo altri 6 punti rispetto al 1999. La sua rappresentanza nel parlamento cantonale passa da 16 ad 11 seggi.

I guai di Flavio Maspoli

Particolarmente indicativo il debole risultato ottenuto da Flavio Maspoli che, ancora 4 anni fa, godeva di grandi sostegni. Le sue ultime traversie giudiziarie, processo per truffa e malversazioni in seguito a fallimenti, e la sua situazione finanziaria catastrofica, il consigliere nazionale è subissato da più di tre milioni di franchi di debiti, hanno senza dubbio contribuito a far perdere consensi al movimento populista.

Tanti leghisti di vecchia data hanno preferito dare il loro voto all’UDC che, proprio per la reputazione di Flavio Maspoli avevano rifiutato una congiunzione di liste.

Lunedì, alla vista del risultato per il Consiglio di stato, Giuliano Bignasca, presidente a vita della Lega ha detto che avrebbe riproposto un’unione tra i due partiti in vista delle elezioni federali del prossimo ottobre: “La sconfitta della Lega è un segnale per noi”, ha detto, “ma è anche segno che il paese ha rapidamente dimenticato i nostri successi come lo sgravio fiscale.”

Il PS di nuovo terzo

Il Partito socialista torna dunque ad essere la terza formazione del cantone dopo radicali e democratici-cristiani. Il PS ha fatto un bel balzo in avanti per quanto concerne l’elezione al Consiglio di Stato con un aumento di 2,8%, assestandosi al 20,4%.

Per il Gran Consiglio, ha raggiunto il 17,6% (+1,2%). Un aumento che significa un seggio supplementare per un totale di 16 deputati in parlamento.

Anche l’UDC ha trionfato per il rinnovo del legislativo. Con il 5,9% (+3,1%) raddoppia il numero dei suoi deputati che passa a sei. La formazione di Gianfranco Soldati potrà quindi costituire un gruppo parlamentare a sé stante.

I partiti tradizionali, Partito liberale radicale e Partito popolare democratico rimangono fermamente ai comandi: 31,8% dei voti per i radicali che guadagnano un seggio, passando a quota 30.

Il PPD è in leggero calo con 24,2% delle preferenze (-1,2%), ma ricupera 1,4% grazie alla sua lista “Generazione giovani” che riesce a piazzare un suo rappresentante in Gran Consiglio. Con 2,4% (1,5% nel ’99), i Verdi disporranno di tre seggi (+ 2).

Infine le piccole formazioni quali Movimento per il socialismo (MPS, sinistra radicale), la Federazione degli indipendenti (FDI), il Partito del lavoro (PDL), il Partito liberal-socialista (PLS), il Partito Nuovi Svizzeri (PNS), l’Onda e il Guastafeste oscillano tra 0,1 e 1% dei consensi.

swissinfo, Gemma d’Urso, Bellinzona

Risultati parziali:
Partito liberale radicale: 31,8% dei voti
Partito popolare democratico: 24,2%
Partito socialista: 17,6%
Lega dei ticinesi: 11,9%
Unione democratica di centro: 5,9%
Verdi: 2,4%

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