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Democrazia diretta in Svizzera

Un sì e quattro no per lo scrutinio del 2 dicembre

PLR, PPD e UDC si sono trovati d'accordo su tutti i temi in votazione Keystone

Sono le parole d'ordine scaturite dalle assemblee dei delegati dei tre partiti «borghesi» in governo, in vista delle prossime votazioni federali.

Tutti sulla stessa lunghezza d’onda. I delegati del Partito radicale, del Partito popolare democratico e dell’Unione democratica di centro, chiamati a formulare le raccomandazioni di voto in vista dell’appuntamento con le urne del 2 dicembre prossimo, si sono trovati tutti d’accordo: i tre partiti «borghesi» hanno infatti deciso di appoggiare unicamente il «decreto federale sul freno all’indebitamento». Per gli altri quattro oggetti in votazione è stato un secco «no».

Freno alle spese

I delegati dell’Unione democratica di centro, riuniti a Friburgo, non hanno nemmeno dovuto votare sul «decreto federale sul freno all’indebitamento», che chiede alla Confederazione di spendere limitatamente alle sue disponibilità finanziarie. Il comitato centrale dell’UDC aveva approvato la proposta la sera prima all’unanimità e il presidente, Ueli Maurer, ha quindi rinunciato a sottoporla al giudizio dell’assemblea.

Anche i delegati del PPD, che hanno tenuto la loro assemblea a Berna, hanno manifestato una posizione chiara e hanno approvato il principio della limitazione delle spese con 215 voti contro 15.

I delegati del PLR, riuniti a Sciaffusa, si erano già espressi su questo tema il 18 agosto: il «freno» era stato approvato in quell’occasione con 136 voti senza opposizione.

Iniziative antimilitariste

Sono state spazzate via praticamente all’unanimità. L’iniziativa «per una politica di sicurezza credibile e una Svizzera senza esercito» – che il ministro della difesa Samuel Schmid ha definito una assurda riedizione di un’analoga proposta già respinta dodici anni fa – è stata bocciata dai delegati dell’UDC all’unanimità. E la stessa sorte è toccata all’iniziativa gemella «per un servizio civile volontario per la pace».

Anche il PLR ha detto di no alle due proposte: con 158 voti senza opposizione nel primo caso e con 153 voti contrari, uno favorevole e un astenuto nel secondo. Per il PPD le raccomandazioni di voto, entrambe negative, erano già state decise il giorno prima dal comitato centrale.

Tassare l’energia

L’iniziativa dei Verdi «per garantire l’AVS – tassare l’energia e non il lavoro» ha suscitato un coro unanime di voti contrari. L’UDC l’ha respinta con 341 voti senza opposizione e il PLR con 105 voti contro uno.

Il consigliere nazionale radicale Rolf Hegetschweiler ha spiegato che uno degli interrogativi irrisolti posti dall’iniziativa è che essa non fissa aliquote di imposizione, per cui le conseguenze finanziarie ed economiche che le imprese dovrebbero sopportare non possono essere calcolate. L’iniziativa – ha aggiunto – non è nemmeno in grado di consolidare i conti dell’AVS, visto che nel contempo propone una abbassamento dell’età pensionabile, proposta questa peraltro già bocciata in votazione popolare lo scorso anno.

I delegati PPD non hanno dovuto votare su questo tema: il «no» era già stato deciso dal comitato centrale.

Tassare i capitali

L’iniziativa sindacale «per un’imposta sugli utili da capitale» è stata respinta dai delegati UDC con 345 voti senza opposizione e dal PPD con 195 «no» e 15 «sì». I democratici di centro hanno seguito le argomentazioni del loro consigliere nazionale Bruno Zuppiger, secondo il quale la Svizzera – se accettasse l’iniziativa – si incamminerebbe lungo un percorso che è diametralmente opposto alla tendenza internazionale, dove sono visibili segni di riduzione della pressione fiscale.

I delegati democristiani hanno fatto proprio il parere della consigliera federale Ruth Metzler, stando alla quale l’introduzione del nuovo balzello metterebbe in pericolo l’imposta cantonale sulla sostanza patrimoniale, senza contare che richiederebbe il varo di un imponente e costoso sistema amministrativo.

«No» infine da parte dei radicali: già il 18 agosto scorso avevano bocciato l’imposta con 126 voti senza opposizione.

swissinfo e agenzie

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