Una serie nera senza precedenti
L'incidente del velivolo Crossair a Birchwil rappresenta un nuovo duro colpo per la Svizzera e per un'aviazione nazionale in piena crisi.
“Quando avrà fine” si è chiesto poche ore dopo la sciagura di sabato notte lo stesso presidente della Confederazione. Ancora una volta, Moritz Leuenberger si è detto “senza parole” di fronte a questa nuova catastrofe, la quinta, a suo giudizio, nel giro di due mesi.
Dopo i tragici avvenimenti dell’11 settembre, che hanno scosso anche la popolazione elvetica, la Svizzera è stata infatti confrontata ad una serie nera senza precedenti da almeno mezzo secolo a questa parte. Dal massacro di Zugo dello scorso 27 settembre, costato la vita a 15 persone, all’incidente nella galleria del San Gottardo del 24 ottobre, che ha fatto 10 vittime, fino allo schianto del velivolo Crossair di questo fine settimana, con un bilancio di 24 morti.
E a queste catastrofi va probabilmente aggiunta anche quella dell’annunciato fallimento della Swissair, che lascia dietro di sé ripercussioni non solo economiche, ma anche umane e sociali di dimensioni senza precedenti negli ultimi decenni. Per superare queste dure prove, il presidente della Confederazione ha invitato la popolazione a non cadere nella rassegnazione: simili tragedie “devono rappresentare per noi anche un’occasione di ritrovare nuova forza e coesione nazionale”.
Oltre che sul morale del popolo svizzero, la sciagura di Birchwil rischia comunque di pesare negativamente sull’immagine dell’aviazione nazionale. L’incidente giunge infatti in un momento particolarmente delicato nella storia della Crossair, chiamata proprio in questi mesi ad assumere una nuova difficile missione.
La piccola compagnia elvetica è infatti destinata, proprio in questi mesi, a riprendere in mano buona parte della flotta e degli effettivi della Swissair che, nella prossima primavera, dovrebbe chiudere definitivamente le sue attività, in seguito alla situazione finanziaria catastrofica venuta alla luce dall’inizio di quest’anno.
Per affrontare questa nuova sfida, la Crossair ha ottenuto un fondo di 4 miliardi di franchi dalla Confederazione e dal settore privato. Nonostante questa iniezione finanziaria, numerosi grossi problemi rimangono ancora da risolvere per il tormentato settore dell’aviazione nazionale.
Primo tra tutti quello legato al futuro degli oltre 4 mila ex-dipendenti della Swissair in Svizzera, che non potranno venir integrati nella nuova Crossair. Personale e sindacati minacciano uno sciopero per far pressione su autorità politiche e mondo economico, nella speranza di ottenere un piano sociale adeguato.
Un nuovo grounding dei velivoli Swissair si tradurrebbe nell’apertura immediata della procedura di fallimento per l’ex-compagnia di bandiera nazionale e metterebbe probabilmente in crisi i progetti di rilanciare l’aviazione nazionale tramite un potenziamento della Crossair.
Altrettanto incerte rimangono le prospettive di gestione e di mercato della nuova compagnia che, in base all’emblematico piano Fenice, dovrebbe sorgere sulle ceneri della Swissair. Scetticismo e forti divergenze emergono sempre più riguardo allo scenario che prevede di riprendere 26 velivoli per le destinazioni intercontinentali e altri 26 aerei per i voli a medio raggio.
Secondo vari esperti, la crisi in cui è piombata l’aviazione mondiale dall’11 settembre non offre, almeno a breve termine, garanzie di successo su un mercato ormai saturo e indebolito dal clima di sfiducia dei consumatori, che ha costretto numerose grandi compagnie ad operare pesanti tagli. L’incidente di Birchwil rischia di tarpare ulteriormente le ali della Crossair, confrontata alla seconda grave sciagura in meno di due anni.
Anche sul piano dirigenziale il lancio della nuova compagnia di bandiera svizzera si annuncia come un parto difficile, minato dalla lotta di potere in corso tra Zurigo e Basilea, tra le grandi banche UBS e CS, tra rappresentanti politici ed economici, tra sostenitori e nemici dell’attuale presidente del consiglio di amministrazione, Moritz Sutter.
Un primo banco di prova importante per verificare la coesione e le prospettive dirigenziali si avrà il 6 dicembre, in occasione dell’assemblea straordinaria degli azionisti, in cui è in programma la nomina del nuovo consiglio di amministrazione. E nel frattempo, la Crossair dovrà ancora affrontare nei prossimi giorni i prevedibili contraccolpi della sciagura sul mercato borsistico.
Armando Mombelli
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