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Variante massima per l’armamento dei soldati Swisscoy

Il Dipartimento della difesa vuole un equipaggiamento ideale per gli interventi dei soldati svizzeri all'estero Keystone

Oltre a fucili d'assalto e pistole, i soldati svizzeri in Kosovo potrebbero contare su cannoni di tipo DCA e mitragliatrici montate su veicoli anticarro Piranha. Nonostante il risultato serrato della votazione dello scorso giugno, il Dipartimento federale della difesa (DDPS) propende infatti per la variante di armamento massima, che comprende anche elicotteri da trasporto.

Per ora nulla è stato deciso, ha assicurato il capo dell’informazione dello Stato maggiore generale dell’esercito Philippe Zahno. Il Consiglio federale si pronuncerà solo a fine agosto o in settembre, quando proporrà al parlamento di prolungare il mandato del contingente svizzero alla KFOR.

La revisione della Legge sull’esercito, approvata in giugno dal 51 per cento dei votanti, prevede che il Consiglio federale determini per ogni missione all’estero l’armamento necessario alle truppe elvetiche.

Per il prolungamento della missione della Swisscoy, sono state sottoposte diverse opzioni al capo del DDPS Samuel Schmid per l’equipaggiamento dei circa 150 soldati svizzeri impegnati in Kosovo. Lo statu quo, ossia alcune pistole e fucili d’assalto forniti ai militi quando escono dal campo Casablanca a Suva Reka, appare improbabile. Neppure la variante che suggerisce di dotare ogni membro del contingente di un equipaggiamento individuale di difesa con arma, spray e bastone multiuso sembra godere dei favori del DDPS.

Il modello che raccoglie più consensi, prevede in più armi di difesa collettive, come mitragliatrici installate su veicoli Piranha e cannoni di difesa del tipo DCA. Schmid sta vagliando anche l’opportunità di dotare la Swisscoy di elicotteri, si è appreso da fonti concordanti in seno al Dipartimento.

Se si deciderà di assegnare elicotteri alla Swisscoy, si tratterà di Super-Puma destinati al trasporto di materiale e di persone, ha precisato il portavoce delle Forze aeree Jürg Nussbaum. L’esercito svizzero attende ancora la fornitura di undici di questi apparecchi, che si aggiungeranno ai 17 Super Puma attualmente disponibili.

Qualunque sia la soluzione adottata, è poco probabile che la Swisscoy riceva armi supplementari prima di marzo, pronostica Zahno. Le Camere federali in linea di principio si pronunceranno solo nella sessione invernale sul prolungamento del mandato della Swisscoy, che scade alla fine di quest’anno.

Un nuovo contingente partirà in Kosovo in ottobre. Il tempo a disposizione per l’istruzione alle nuove armi è dunque molto limitato. Perciò il nuovo armamento è rinviato alle truppe seguenti, ha spiegato il capo dell’informazione.

L’equipaggiamento dipenderà anche dal mandato che sarà assegnato al contingente. Se la missione non è estesa, non c’è motivo di fornire ai militi altre armi oltre quelle di autodifesa, osserva il consigliere nazionale Mario Fehr (PS/ZH), membro della commissione di politica di sicurezza.

Nell’ora delle domande al Consiglio nazionale, il 18 giugno Samuel Schmid aveva dichiarato che il prolungamento dell’impegno non avrebbe comportato modifiche «fondamentali» del mandato della Swisscoy. Il ministro della difesa si recherà il 31 luglio al campo Casablanca, per celebrare la Festa nazionale con i soldati svizzeri. La trasferta gli consentirà di valutare la situazione sul posto, prima di sottoporre la sua proposta per l’armamento della Swisscoy ai colleghi di governo.

swissinfo e agenzie

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