Berna prende tempo sul prestito a UBS

La Confederazione ha scelto per ora di non agire per quanto riguarda il suo impegno finanziario nella banca UBS. Una decisione che trova il consenso dei principali partiti svizzeri.

Questo contenuto è stato pubblicato il 09 giugno 2009 - 15:47

L'accordo tra la Confederazione e UBS prevede che il prestito di 6 miliardi di franchi accordato alla principale banca elvetica nel 2008 possa essere ceduto oppure trasformato in tutto o in parte in azioni UBS. La conversione, possibile a partire da oggi, dovrà avvenire entro il giugno 2011.

Per il momento, "non è stata presa una decisione in merito alla conversione e/o all'alienazione", ha comunicato martedì il Dipartimento federale delle finanze (DFF), sottolineando che criteri principali previsti per la gestione del prestito sono la "stabilizzazione del sistema finanziario nell'interesse dell'economia" e il "rifinanziamento possibilmente completo dell'impegno della Confederazione".

Mentre si stanno esaminando le varie possibilità di transazione, la Confederazione è sicura di incassare circa 600 milioni di franchi all'anno, visto il tasso di interesse del 12,5% pagato da UBS.

La scelta del governo è stata accolta in generale positivamente dai partiti. L'Unione democratica di centro, primo partito del paese, auspica che lo stato si ritiri al più presto, ma il momento preciso rappresenta una questione operativa di competenza del DFF.

Sulla stessa lunghezza d'onda il Partito popolare democratico e il Partito liberale radicale, per il quale la Confederazione deve ponderare al meglio questa decisione complessa. I socialisti esortano dal canto loro la Confederazione a mantenere a lungo la partecipazione, convertendo il prestito in azioni.

swissinfo.ch e agenzie

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