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Chiusura valichi Ticino-Lombardia Sindaci italiani puntano su dialogo con la Svizzera

La maggioranza dei sindaci della fascia di confine lombarda non vuole la chiusura notturna di sei valichi di confine secondari, prospettata da parte elvetica. Ritiene invece che la soluzione dei problemi di criminalità transfrontaliera passi per il dialogo con le autorità svizzere – soprattutto quelle ticinesi. Una strategia che ha l'appoggio di Berna.

Dicendosi favorevole in linea di principio alla chiusura notturna per rafforzare la sicurezza, proposta dalla deputata della Lega dei Ticinesi Roberta Pantani, il governo svizzero il 4 novembre aveva infatti precisato dapprima occorreva però discutere la problematica della criminalità transfrontaliera con le autorità italiane.

E questa è anche l'opinione della maggioranza dei sindaci dei comuni lombardi interessati dal provvedimento, secondo i quali il problema riguarda non solo il Ticino, ma anche la fascia di confine italiana. Perciò è importante concertare una strategia comune al fine di tutelare al contempo la sicurezza e la mobilità dei cittadini. In quest'ottica i sindaci si sono incontrati, giovedì al Pirellone a Milano, per discutere la questione nell'ambito della Commissione speciale per i rapporti Lombardia-Svizzera.

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