Cresce la pressione sui paradisi fiscali
Parigi e Berlino vogliono tagliare i ponti coi paesi considerati paradisi fiscali o "centri non cooperativi". La Svizzera per ora non è stata evocata.
La Francia e la Germania chiedono ai paesi del G20 di porre fine alle convenzioni bilaterali con gli Stati che saranno inclusi nella lista dei paradisi fiscali o dei “centri non cooperativi”.
“Vogliamo agire con determinazione”, ha sottolineato martedì la ministra dell’economia francese Christine Lagarde, al termine di un incontro a Parigi col suo omologo tedesco Peer Steinbrück.
“La Francia e la Germania desiderano che il Gruppo d’azione finanziaria (Gafi), il Forum di stabilità finanziaria (FSF) e l’Organizzazione per lo sviluppo e la cooperazione economica (OCSE) propongano per la riunione del G20 di Londra (il 2 aprile) criteri e liste dei paesi che rifiutano la cooperazione internazionale in questo ambito”, ha annunciato Christine Lagarde.
“Il principio è che nessun attore, nessun mercato e nessun prodotto possa più sfuggire alla regolazione e alla supervisione”, ha rincarato Peer Steinbrück.
Il ministro tedesco, che in passato aveva definito la Svizzera un paradiso fiscale, ha dichiarato che da allora Berna non si è dimostrata molto cooperativa. Steinbrück ha pure precisato che dalla Confederazione si aspetta collaborazione non solo in caso di frode fiscale, ma anche di evasione: “Ne va della sovranità del mio paese”.
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