La canapa non va liberalizzata

L'iniziativa popolare per la legalizzazione del consumo e della produzione di canapa, in votazione il 30 novembre, è pericolosa per la salute. Lo sostiene il comitato «Per una politica della droga ragionevole», per il quale un «sì» alle urne avrebbe anche ripercussioni sul piano internazionale.

Questo contenuto è stato pubblicato il 08 ottobre 2008 - 12:25

La canapa non è uno stupefacente innocuo - hanno sottolineato mercoledì esponenti del Partito popolare democratico (centro) e del Partito evangelico - e negli ultimi anni il tasso di sostanza attiva THC è aumentato, ciò che rende la marijuana ancor più pericolosa, in particolare per i giovani

Per questo motivo, il popolo è invitato a respingere l'iniziativa per la depenalizzazione dell'uso e consumo di canapa. La soluzione al dibattito sugli stupefacenti, sostiene il comitato, si trova invece nella nuova legge sulle sostanze psicotrope, pure in votazione il 30 novembre, che ribadisce il principio dei «quattro pilastri»: prevenzione, riduzione dei rischi, terapia e repressione.

In caso di «sì» popolare all'iniziativa sulla canapa, avverte la parlamentare popolare democratica Ruth Humbel Näf, la Svizzera potrebbe ritrovarsi in una posizione scomoda. Alcune disposizioni contenute nel testo, sottolinea, sono infatti contrarie alle Convenzioni ONU sulla droga, a cui la Confederazione ha aderito.

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