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Protocolli della Convenzione delle Alpi addio

Pur essendo stata fra gli artefici dei protocolli aggiuntivi della Convenzione delle Alpi, la Svizzera non li ratificherà. La Camera del popolo ha definitivamente affossato il progetto mercoledì.

Per la futura ministra dell'ambiente e dei trasporti Doris Leuthard, che l'anno prossimo presiederà la Convenzione delle Alpi, si profilano dunque condizioni difficili. L'appello alla ragione lanciato mercoledì ai deputati nazionali dal ministro dimissionario Moritz Leuenberger è stato vano.

"State per commettere un errore di cui altri subiranno le conseguenze", ha avvertito Leuenberger. Il ministro ha rammentato che la ratifica non avrebbe comportato alcuna modifica delle norme elvetiche. Non aderendo ai protocolli, invece, la Svizzera incontrerà difficoltà a ricevere l'appoggio di Austria, Germania e Francia quando si tratterà di concludere un accordo con l'Unione europea sull'energia, ha avvertito.

Ma la maggioranza dei deputati è rimasta sorda agli ammonimenti. Invocando motivi di sviluppo economico e di sovranità nazionale, il Consiglio nazionale (Camera bassa del parlamento svizzero) ha nuovamente rifiutato di entrare in materia sulla ratifica dei nove protocolli, decretandone così la fine, con 102 voti contro 76.

In sintesi, agli occhi della destra che li ha ostacolati sin dalla loro firma una decina di anni fa, i protocolli privilegiano troppo gli interessi ecologici a scapito di quelli economici.

In un primo tempo soltanto tre documenti - relativi alla gestione del territorio e allo sviluppo sostenibile, alla protezione delle acque, e ai trasporti - sarebbero stati applicati. A due riprese il Consiglio degli Stati (Camera alta) li aveva appoggiati, pur mantenendo delle riserve sulla loro implicazione nel diritto svizzero.

Gli altri protocolli - agricoltura di montagna, protezione della natura e gestione del paesaggio, foreste alpine, turismo, energia, e regolamento del contenzioso - erano rimasti in sospeso, nell'attesa di fare le necessarie prove pratiche.

swissinfo.ch e agenzie


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