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Widmer-Schlumpf non vuole parlare di guerra

Secondo la ministra di giustizia e polizia, numerosi paesi stanno cercando di porre la Svizzera sul banco degli accusati in relazione alla questione del segreto bancario. Per Eveline Widmer-Schlumpf, non è il caso però di parlare di una guerra economica, come fatto recentemente dal presidente dell'Autorità di sorveglianza sui mercati Eugen Haltiner.

"Non voglio parlare di una guerra. Ma ci troviamo attualmente in una situazione molto difficile, in quanto diversi paesi cercano di metterci per varie ragioni sul banco degli accusati", ha dichiarato la ministra di giustizia e polizia in un'intervista pubblicata sabato dai quotidiani Tages Anzeiger e Berner Zeitung.

"Nel corso della mia recente visita a Washington ho potuto rendermi conto di quanto intenso sia lo scambio di colpi in questa vicenda. Dietro ai rimproveri mossi alla Svizzera si nascondono molte emozioni. Soprattutto quando si sente parlare il ministro delle finanze tedesco Peer Steinbrück, si può notare che le sue critiche sono motivate più da emozioni, che non da fatti", ha aggiunto Eveline Widmer-Schlumpf.

A detta della consigliera federale, se si vogliono risolvere i problemi, occorre invece mettere i fatti in primo piano. E anche la Svizzera è chiamata a formulare dichiarazioni concrete, in vista dell'incontro del G20 in aprile. Tra i temi che saranno trattati dal gruppo dei 20 paesi più industrializzati figura la proposta di porre la Svizzera sulla lista nera dei paradisi fiscali. Eveline Widmer-Schlumf si è detta comunque convinta che il segreto bancario non sarà abolito: la Svizzera dovrà però esaminare le possibilità di migliorare la collaborazione con i paesi europei e gli Stati uniti per lottare contro i delitti fiscali.


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