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Contro i pregiudizi sull’islam

Fra le 500 e le 800 persone hanno manifestato pacificamente, sabato a Berna, contro la denigrazione dell’islam. L’obiettivo era di lanciare un segnale di dialogo, dopo il divieto di nuovi minareti in Svizzera, sancito tramite la votazione popolare del 29 novembre.

L’intento degli organizzatori era di lottare contro la disinformazione sui musulmani e la loro religione. Gli oratori hanno sottolineato che l’islam insegna il rispetto delle altre credenze religiose. Si sono d’altra parte rammaricati che l’islam sia percepito da molti in modo distorto in Svizzera. Hanno dunque rilevato la necessità di instaurare un dialogo, di evitare pregiudizi sui musulmani e impedire la loro emarginazione.

Nessun musulmano in Svizzera chiede l’introduzione della sharia, ha sottolineato Nicolas Bancho, uno svizzero convertitosi all’islam. La presidente dell’Organizzazione delle donne musulmane in Svizzera Melanie Muhaxheri ha dal canto suo affermato che le islamiche che nella Confederazione indossano il foulard, lo fanno per libera scelta, non perché costrette.

Alla manifestazione, indetta dal Consiglio centrale islamico (Islamischer Zentralrat), non ha potuto prendere parte Pierre Vogel, che era stato invitato come oratore. L’ex pugile tedesco convertito all’islam è stato bloccato venerdì alla frontiera e respinto in Germania, poiché l’Ufficio federale della migrazione emesso nei suoi confronti un divieto d’entrata in territorio elvetico. Vogel, noto come predicatore estremista, è considerato da Berna un potenziale pericolo per la sicurezza e l’ordine pubblico.

La dimostrazione era autorizzata e si è svolta nella calma.

swissinfo.ch e agenzie

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