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Ponte Morandi demolito. Genova si prepara al ricordo

il viadotto 'Morandi' non c'è più KEYSTONE/AP ANSA/LUCA ZENNARO sda-ats

(Keystone-ATS) E così è finita. 363 giorni dopo il 14 agosto 2018 il viadotto ‘Morandi’ non c’è più. Sono state demolite 70 mila tonnellate di cemento in poco più di otto mesi e oggi, con la frammentazione delle pile 1 e 2 è stato concluso, nei tempi, un lavoro immenso.

“Una sfida – ha detto il responsabile e capofila dei demolitori Vittorio Omini -, una incredibile sfida vinta”. Omini non è uomo che si commuove eppure la voce, quando annuncia che “la demolizione del Morandi è stata completata” è di un tono più basso. “Siete stati bravi” gli dice il sindaco-commissario Marco Bucci mentre gli stringe la mano.

Mancano poche ore al primo anniversario della strage, poche ore ai rintocchi a lutto delle campane, all’urlo lacerante delle sirene. Poche ore alla messa che celebrerà il cardinale Angelo Bagnasco alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ci sarà lo Stato a Genova per ricordare quelle 43 vittime. Lo Stato e il Governo con il premier Giuseppe Conte e alcuni ministri. Con loro alcuni parenti delle vittime mentre altri, come i genitori dei ragazzi di Torre del Greco, hanno detto ‘no alle passerelle politiche’. Gli sfollati rinnoveranno il rito del lancio di 43 rose bianche nel Polcevera. E ci saranno anche quelli che si sono precipitati tra le macerie sperando di trovare ancora qualcuno vivo: vigili del fuoco, polizia e carabinieri, guardie di finanza, volontari delle Assistenze.

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