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Prigione per il proprietario dei pitbull assassini

Dopo il dramma di Oberglatt, i cantoni hanno chiesto alla Confederazione di legiferare sui cani pericolosi

(Keystone)

Il proprietario dei pitbull che un anno fa avevano ucciso un bambino turco a Oberglatt (Zurigo) è stato condannato a due anni e mezzo di detenzione dal Tribunale distrettuale di Dielsdorf.

Colpevoli pure la sua ex compagna e l'inquilino dell'appartamento dal quale erano fuggiti i cani. Per loro pene di rispettivamente 14 e 12 mesi di prigione con la condizionale.

Il Tribunale distrettuale di Dielsdorf, nel canton Zurigo, ha deciso di punire soprattutto il proprietario dei cani, optando invece per pene più ridotte per gli altri due coimputati.

L'italiano 42enne che deteneva i pitbull in un appartamento di Oberglatt, nella periferia zurighese, è stato condannato a due anni e mezzo di detenzione per omicidio colposo e lesioni personali gravi nei confronti del piccolo Süleyman, il bambino turco di sei anni sbranato dai cani mentre si stava recando all'asilo. La difesa aveva richiesto 18 mesi.

Il tribunale ha sottolineato che l'imputato è "altamente colpevole", siccome ha allevato i suoi cani in modo irresponsabile, maltrattandoli e non sorvegliandoli il giorno del dramma.

Infanzia difficile

Contrariamente alla procura, i giudici hanno stimato che la campagna mediatica di cui ha fatto oggetto l'accusato principale non costituisce, in questo caso specifico, una circostanza attenuante.

"L'accusato non ha infatti una vita sociale o una famiglia in Svizzera", ha spiegato il presidente del tribunale, scartando così l'ipotesi di un danno morale subito a causa della stampa, che dopo il dramma ha dedicato ampio spazio alla vicenda.

Nel loro verdetto, i giudici non hanno preso in considerazione la pena massima prevista per un omicidio colposo (tre anni), data l'infanzia difficile dell'accusato e le sue tempestive ammissioni di colpa.

Coimputati puniti

L'ex compagna del proprietario, una svizzera di 29anni, è stata punita con 14 mesi di prigione con la condizionale. Sebbene sia stata riconosciuta rea di omicidio colposo e di ferite corporali gravi, nonché di denunce calunniose, i giudici hanno tenuto conto del fatto che la donna sia stata l'unica ad aver espresso un sincero rimorso dopo la morte del bambino.

L'uomo di 39 anni che affittava l'appartamento di Oberglatt dal quale sono fuggiti i pitbull, si è invece visto infliggere 12 mesi di prigione sospesi condizionalmente. Dopo aver costruito la gabbia provvisoria per i cani, non si è preoccupato di verificare se gli animali avrebbero potuto sfuggire. Al momento della fuga dei pitbull, hanno commentato i giudici, ha poi dato prova di una "rara passività".

Gli accusati dovranno inoltre indennizzare i genitori del bambino ucciso (50'000 franchi) e una donna che aveva assistito alla scena (5'000 franchi).

Gli avvocati difensori hanno dichiarato di non voler commentare il verdetto nell'immediato. L'avvocato della donna traumatizzata ha al contrario già annunciato la sua volontà di presentare ricorso, dopo che aveva chiesto ai giudici, invano, di ritenere l'accusa di assassinio.

Cani in fuga

La sequenza dei fatti di quel tragico primo dicembre 2005 era stata ricostruita nell'atto di accusa, pubblicato il mese scorso.

Quella mattina, l'italiano e il proprietario dell'abitazione di Oberglatt decisero di ripulire l'appartamento che era stato imbrattato dagli animali. Costruirono così una gabbia di fortuna sul terrazzo, dove rinchiusero i cinque giovani pitbull (portati legalmente in Svizzera il giorno prima).

Le pareti della gabbia erano tuttavia instabili e i cani non ebbero difficoltà a fuggire. La compagna del proprietario dei cani riuscì a riprendere due pitbull, ma invece di proseguire la ricerca degli altri tre, tornò in casa.

Anche l'inquilino dell'appartamento che aveva acquistato uno dei pitbull aveva visto scappare i cani, senza però reagire.

Azzannato sulla via della scuola

Dopo aver incrociato, terrorizzandola, una giovane donna sulla strada, gli animali si imbatterono nel piccolo Süleyman, mentre si stava recando a piedi all'asilo.

Il ragazzino cercò di scappare, ma i tre pitbull lo attaccarono, azzannandolo prima alle braccia e alle gambe e quindi al volto e al collo.

I cani continuarono a mordere il ragazzino per una decina di minuti, ma secondo gli inquirenti Süleyman morì nel giro di pochi minuti per asfissia e dissanguamento.

swissinfo e agenzie

Fatti e cifre

Il 1° dicembre 2005 a Oberglatt (Zurigo), Süleyman, 6 anni, è ucciso da 3 pitbull di 10 mesi , mai socializzati, sfuggiti al proprietario.
Il proprietario dei cani, un italiano di 42 anni, è stato condannato a due anni e mezzo di detenzione, come aveva chiesto l'accusa.
La sua compagna svizzera di 29 anni e il proprietario svizzero dell'appartamento da cui erano fuggiti i cani sono stati condannati rispettivamente a 14 e a 12 mesi di prigione con la condizionale.

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In breve

Dopo aver ritirato un primo progetto di divieto di certe razze, il governo ha adottato un'ordinanza che introduce l'obbligo di segnalare alle autorità cantonali tutti i morsi e i comportamenti pericolosi di cani.

La misura è in vigore da inizio maggio e fino alla metà di ottobre le segnalazioni sono state 1700.

La morte di Süleyman ha sollevato una forte emozione, che ha portato al lancio di una petizione (promossa dal quotidiano Blick) per la proibizione dei pitbull.

Dopo il dramma di Oberglatt, numerosi cantoni hanno inasprito, o sono in procinto di farlo, la loro legislazione. La maggior parte dei cantoni chiede alla Confederazione di legiferare, al fine di evitare 26 regolamenti disparati.

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