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Opinione

Più firme per un’iniziativa? No, più democrazia digitale!

Negli ultimi anni ci sono sempre più iniziative sottoposte a votazione federale. Se per taluni è necessario porre un freno a questa tendenza, altri sono convinti che i diritti popolari dovrebbero essere ulteriormente facilitati. È il caso di Daniel Graf, cofondatore della piattaforma online wecollect.ch.

Questo contenuto è stato pubblicato il 16 giugno 2016 - 16:30
Daniel Graf, cofondatore della piattaforma online wecollect.ch

A scuola impariamo che un’iniziativa popolare deve essere firmata da 100mila cittadini per poter essere sottoposta a votazione popolare. Questa cifra non è però scolpita nella pietra, come dimostra la proposta di Martin Landolt. Il presidente del Partito borghese democratico chiede infatti che la soglia necessaria sia aumentata almeno a 150mila o fino a 250mila.

Daniel Graf (43) è attivista e cofondatore della piattaforma online wecollect.ch. Vive con la sua famiglia a Basilea. zvg

Chi sostiene, come Martin Landolt, la necessità di alzare l’asticella, afferma che una “proliferazione di iniziative” metterebbe in pericolo il buon funzionamento della Svizzera. 

E il futuro appare ancora più cupo da questo punto di vista: le nuove piattaforme come wecollect.chLink esterno permettono di raccogliere firme via Internet in modo più facile, rapido ed economico. È così che in un solo giorno sono state raccolte online 10mila firme per un congedo paternità di quattro settimane.

Questo record ha una sua spiegazione: oltre l’80% della popolazione desidera un congedo paternità retribuito, ma il parlamento ha deciso di non dar seguito a questa richiesta.

Il congedo paternità è un buon esempio di come il popolo può correggere delle sconfitte politiche grazie all’iniziativa. Oltre alla stabilità, la democrazia diretta rende possibile il cambiamento, che a volte è bloccato dagli interessi di partiti o organizzazioni. Quando si tratta di affrontare questioni che interessano il nostro futuro, come il cambiamento climatico o la digitalizzazione, questi attori difendono spesso lo statu quo invece di elaborare possibili soluzioni.

Considerate le attuali sfide sociali, sarebbe un errore capitale alzare il numero di firme necessario per un’iniziativa popolare. Al contrario: la partecipazione dovrebbe essere semplificata e gli ostacoli dovrebbero essere ulteriormente ridotti. Un passo importante sarebbe quello di legare democrazia diretta e internet. Nell’era dei computer e degli smartphone il nostro sistema politico funziona ancora come una casella della posta: chi vuole votare, eleggere oppure firmare un’iniziativa ha bisogno di carta, penna e francobollo.

Visto che il parlamento vede nella democrazia online una minaccia più che un’opportunità per il futuro, è necessaria un’iniziativa popolare per accelerare l’introduzione della democrazia digitale.

Credete sia necessario permettere ai cittadini di votare, firmare iniziative o referendum con un semplice click? Dite la vostra! 

Le opinioni espresse in questo articolo sono quelle dell'autore e non riflettono necessariamente la posizione di swissinfo.ch.

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