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Scattata la tregua di 10 giorni fra Israele e Libano

Keystone-SDA

È scattata la tregua di 10 giorni fra Israele e Libano. A Beirut, allo scoccare della mezzanotte, nei sobborghi meridionali della città sono risuonati spari di festeggiamento.

(Keystone-ATS) Fino all’ultimo momento il conflitto è stato intenso: l’ultimo attacco rivendicato da Hezbollah contro truppe israeliane – riporta Al Jazeera – è arrivato a dieci minuti prima della mezzanotte, e Israele ha continuato a lanciare raid aerei fino a uno o due minuti prima dell’entrata in vigore della tregua.

Il cessate il fuoco dichiarato condizione primaria da Teheran sembra aprire la strada a più decisivi colloqui tra Stati Uniti e Iran. Il presidente americano Donald Trump si è detto ottimista su un possibile accordo : “Penso che siamo molto vicini a fare un accordo con l’Iran”, ha dichiarato ai giornalisti fuori dalla Casa Bianca, aggiungendo ieri in serata che la guerra “dovrebbe finire abbastanza presto”.

La tregua rimane tuttavia fragile e già contestata. Hezbollah sembra aver cessato il fuoco, ma l’esercito libanese ha confermato violazioni israeliane, con colpi artiglieria che hanno bersagliato diversi villaggi del sud. Se si tratti di una violazione tecnica del cessate il fuoco resta da chiarire: il Dipartimento di Stato americano ha precisato che l’accordo consente a Israele di colpire Hezbollah a propria discrezione – interpretazione che non è condivisa in Libano, incluso dall’esercito libanese.

Trump ha invitato Hezbollah a rispettare la tregua con un post sui social: “Spero che Hezbollah si comporti bene durante questo importante periodo. Non più uccisioni. Deve esserci finalmente la pace.”

Sul fronte negoziale con l’Iran, il mediatore pachistano, il capo dell’esercito Asim Munir, è arrivato mercoledì a Teheran e avrebbe incassato progressi su alcune questioni spinose. Secondo fonti diplomatiche citate da Reuters, emergono segnali di compromesso sul dossier nucleare: Teheran starebbe valutando il trasferimento all’estero di parte – ma non di tutto – il suo stock di uranio altamente arricchito, posizione che aveva finora escluso.

Agli ultimi colloqui di Islamabad, Washington aveva proposto una sospensione ventennale di tutte le attività nucleari iraniane, mentre Teheran aveva rilanciato con una pausa di tre-cinque anni. Trump ha sostenuto, sempre via social, che l’Iran si è impegnato a non dotarsi di armi nucleari per oltre vent’anni, e ha sottolineato le potenziali ricadute positive: “Se questo accade, il petrolio scende, i prezzi scendono, l’inflazione scende – e, cosa ancora più importante, non ci sarà un olocausto nucleare.”

Trump ha usato toni insolitamente distesi: “Abbiamo un ottimo rapporto con l’Iran in questo momento, per quanto sia difficile crederci. E penso che sia una combinazione di circa quattro settimane di bombardamenti e un blocco molto potente.

Una fonte iraniana citata dai media israeliani ha precisato che Teheran riaprirà lo Stretto di Hormuz solo in presenza di un cessate il fuoco permanente e di garanzie ONU contro futuri attacchi da parte di Stati Uniti e Israele.

Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha avvertito che le forze americane sono pronte a riprendere le operazioni militari in caso di mancato accordo.

Trump ha annunciato colloqui alla Casa Bianca con il premier israeliano Netanyahu e il presidente libanese Aoun nelle prossime settimane, e ha lasciato aperta la possibilità di recarsi personalmente a Islamabad in caso di firma di un accordo con l’Iran.

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