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In Svizzera non si lesina sulla ricerca

Durante il 2008, le aziende, lo Stato e le università hanno speso in Svizzera 16,3 miliardi di franchi in attività di ricerca e sviluppo. Tale cifra supera di 3,2 miliardi (+24%) l'ultimo rilevamento, effettuato nel 2004.

L'importo – comunicato lunedì dall'Ufficio federale di statistica (UST) – equivale al 3% del prodotto interno lordo. Tale proporzione ha permesso alla Confederazione di rimanere nel novero dei paesi che destinano più risorse alla ricerca e allo sviluppo.

Nella graduatoria del 2008 la Confederazione figurava al sesto posto, dopo Israele, Svezia, Finlandia, Giappone e Corea del Sud. Nel 2000 era in settima posizione, nel 2004 al quinto rango.

La marcata progressione rispetto al 2004 è dovuta all'impegno delle imprese private, le quali hanno contribuito con un importo di quasi 12 miliardi di franchi, in aumento del 24% rispetto al 2004. Il secondo grande attore è risultato essere il settore delle scuole universitarie, che ha speso poco più di 3,9 miliardi di franchi (+31%), di cui circa l'80% coperto dallo Stato.

Anche gli oneri per il personale occupato in attività di ricerca e sviluppo sono in crescita: per la prima volta è stata infatti superata la soglia di 100'000 occupati (+19% rispetto al 2004).

La Svizzera ha inoltre beneficiato di una forte integrazione delle proprie attività con quelle di altri paesi, osserva l'UST. Da un lato, gli investimenti di ricerca e sviluppo delle filiali di imprese svizzere situate all'estero hanno raggiunto cifre importanti (15,7 miliardi). Dall'altro, le aziende elvetiche hanno finanziato tale tipo di attività all'estero per oltre 2 miliardi di franchi, principalmente mediante mandati.

A questi importi si è aggiunto mezzo miliardo di franchi stanziato dalla Confederazione per attività di ricerca e sviluppo svolte all'estero, segnatamente attraverso i programmi quadro di ricerca dell'Unione europea. D'altro canto l'economia svizzera ha incassato circa un miliardo di franchi dall'estero, sotto forma di mandati assegnati a imprese svizzere o attraverso programmi quadro di ricerca destinati alle scuole universitarie, conclude l'UST.

swissinfo.ch e agenzie


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