Acceso dibattito in Parlamento sulla LAMal
Discussione fiume al Nazionale in merito all'esplosione dei premi per l'assicurazione malattia. Di fronte a posizioni molto contrastanti, la ministra Ruth Dreifuss ha respinto l'idea di misure affrettate. Secondo la consigliera federale eventuali correzioni alla LAMal dovranno essere effettuate nell'ambito della seconda revisione della legge
Un’interpellanza urgente dell’UDC zurighese Toni Bortoluzzi ha suscitato una raffica d’interventi alla Camera bassa sul sistema sanitario svizzero, un dibattito fiume durato oltre due ore che non è comunque sfociato in alcuna decisione concreta. Il deputato democentrista ha accusato il Consiglio federale di rassegnarsi di fronte all’allarmante evoluzione dei costi della salute, e dunque dei premi pagati alle casse malattia, che registrano aumenti sempre superiori a quelli del costo della vita da quando è entrata in vigore la legge sull’assicurazione malattia (LAMal) nel 1996.
Ma se sulla necessità di frenare l’aumento dei costi tutti si sono detti d’accordo, le opinioni sul come procedere sono state molto differenti. Per Bortoluzzi la causa del problema risiede nell’estensione del catalogo di prestazioni riconosciute dalla LAMal. Per frenare l’attuale tendenza ha proposto l’abolizione dell’obbligo di contrarre, nuovi incitamenti riguardanti la franchigia e una maggiore concorrenza nel sistema sanitario.
L’iniziativa dell’UDC ha subito fatto scattare la reazione dei socialisti. Il capogruppo Franco Cavalli ha accusato i democentristi di volere instaurare una medicina a due classi. Introdurre ancora maggior concorrenza nel sistema sanitario porterebbe soltanto ad un ulteriore aumento dei costi poiché questo mercato è influenzato dall’offerta di prestazioni. Per la sinistra si tratta invece di pianificare meglio a livello nazionale il settore, attribuendo maggiori competenze alla Confederazione, ma anche di introdurre un sistema di finanziamento socialmente più giusto non più basato solo sui premi pro capite, come chiede un’iniziativa popolare depositata dal Partito socialista.
Più moderati i toni degli altri due partiti di governo. La discussione richiesta dall’UDC non contribuisce minimamente a risolvere i problemi, ma serve piuttosto a fare della propaganda, ha osservato la PLR zurighese Trix Heberlein, che ha criticato anche il PS di sfruttare l’occasione per evidenziare le proprie proposte. La strada da seguire è invece già tracciata ed è quella della seconda revisione della LAMal sulla quale sta lavorando il Consiglio degli Stati. Anche per i democristiani la polemica in questo momento non serve a nulla e arriva al momento sbagliato. Il sistema sanitario ha bisogno di rinnovamento, ha detto il PPD Guido Zäch, ricordando che il suo partito da tempo critica gli effetti perversi della LAMal.
La consigliera federale Ruth Dreifuss ha difeso il sistema sanitario sociale elvetico che consente a tutti l’accesso a cure mediche di buona qualità. La ministra socialista ha ammesso che per le famiglie e i bassi redditi i premi sono difficilmente sopportabili, ma si è opposta ad interventi a breve termine rinviando alle misure di contenimento dei costi previste nella revisione della legge: “Non è a colpi di martello che si ripara il sistema”. I controlli dei costi si renderebbero necessari, senza però distruggere il sistema sanitario che comunque non può essere lasciato alle sole regole del mercato. Per Ruth Dreifuss vi sono inoltre soluzioni migliori e meno radicali rispetto all’abolizione dell’obbligo di contrarre. Una di queste sarebbe l’introduzione di un libretto sanitario per i pazienti in modo da incoraggiare i modelli di “managed care”.
Luca Hoderas
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