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Accordo fatto tra Pretoria e i giganti della farmaceutica

Avvocati e manifestanti festeggiano all'uscita del tribunale di Pretoria l'accordo tra governo e ditte farmaceutiche Keystone

Le 39 multinazionali farmaceutiche hanno ufficialmente ritirato giovedì la loro causa contro il governo sud africano, al quale rinfacciavano di non rispettare i brevetti sui medicinali per la cura dell'Aids. L'accordo è stato annunciato a Pretoria dagli avvocati della PMA, l'associazione farmaceutica sud africana.

I dettagli dell’accordo non sono ancora noti, ma certo è che il Sud Africa s’impegnerà a rispettare le regole internazionali sui brevetti e la proprietà intellettuale dell’OMC, mentre le multinazionali adegueranno i loro prezzi alla realtà sud africana. Le imprese farmaceutiche si sono anche impegnate ad assumersi tutte le spese processuali.

Da entrambi le parti c’è molta soddisfazione per l’accordo raggiunto. La federazione internazionale dei produttori di farmaci (IFPMA) di Ginevra afferma che “i veri vincitori della causa sono i pazienti”. Il direttore di quest’associazione, il dottor Harvey Bale, ha aggiunto “siamo molto felici dei termini dell’accordo, poiché esso riflette la volontà delle due parti di collaborare” e “esploreremo nuove forme di partenariato con il governo sud africano”.

Secondo l’IFPMA, l’impegno del Segretario generale dell’ONU, Kofi Annan, e del Presidente sud africano, Mbeki, ha favorito il raggiungimento di questa soluzione. Da parte sua la ministra degli esteri del Sud Africa, signora Dlamini-Zuma, ha dichiarato: “abbiamo assicurato le industrie farmaceutiche che non vogliamo minare le leggi sui brevetti”.

Ma a far pendere l’ago della bilancia nella direzione dell’accordo ha pesato sicuramente anche la sempre crescente pressione esercitata sulle case farmaceutiche. Quest’ultime erano accusate da più parti di voler trarre profitti sulla pelle di milioni di persone ammalate. Migliaia d’organizzazioni non governative, quali Médecins sans Frontières, già onorata da un premio Nobel per il suo impegno in favore della pace, si sono mobilitate a fianco del governo sud africano.

Anche in Svizzera il coinvolgimento è stata massiccio all’insegna della motivazione “affinché i diritti dell’uomo abbiano la priorità sulle leggi che proteggono i brevetti”. L’associazione Dichiarazione di Berna, sostenuta anche da altre 29 importanti ONG svizzere, aveva espressamente richiesto alle due multinazionali confederate in causa, Novartis e Roche, di ritirarsi dal processo.

La Dichiarazione di Berna si era pure rivolta al Consigliere federale Pascal Couchepin, auspicando che la Svizzera, nell’ambito degli accordi bilaterali, “sostenga gli stati del Sud in modo che negli accordi TRIPS si tenga conto dei loro interessi”.
François Meienberger, sempre della Dichiarazione di Berna, si è dimostrato molto soddisfatto per l’accordo raggiunto “che rappresenta una prima vittoria per i malati”.

Si tratta ora di vedere quando, a che prezzo e a che condizioni per i 4,2 milioni di sieropositivi sudafricani potranno disporre delle moderne medicine anti Aids. Per riuscirci, non basterà il solo accordo siglato giovedì mattina a Pretoria.

Sonia Salmina

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