Burn-out sempre più minaccioso per le imprese
I casi d'esaurimento psicofisico sul posto di lavoro sono in crescita. «Meglio prevenire che curare», afferma un gruppo d'esperti riuniti giovedì nei pressi di Friborgo.
Operatori sociali, insegnanti, giornalisti e quadri in genere sono i soggetti più a rischio.
Costoso in termini umani ed economici, il burn-out è un rischio spesso sottovalutato dai datori di lavoro.
È quanto sottolineato giovedì nell’ambito di un congresso nazionale da un gruppo d’esperti del Segretariato di Stato dell’economia (seco) e della fondazione Promozione salute svizzera.
Costi del burn-out
In base alle cifre fornite dal seco, lo stress, il burn-out e le loro conseguenze costano all’incirca 4,2 miliardi di franchi all’anno in Svizzera. Costi che rischiano di aumentare in futuro se non si reagisce, visto che il fenomeno è in costante crescita.
La sindrome da esaurimento emotivo, psichico e fisico – il burn-out appunto – che un tempo colpiva quasi esclusivamente gli operatori sociali e gli insegnanti, ora dilaga anche in altri settori professionali.
In base ad uno studio elvetico, un quadro su cinque è minacciato. L’istituto di giornalismo di Dortmund (in Germania) segnala che il 25% dei giornalisti tedeschi si sente «bruciato».
Fattori di rischio
«Una delle maggiori cause del burn-out è la perdita di reciprocità e di interazione sociale. In altre parole si rischia di ammalarsi quando si dà più di quanto si riceve», spiega a swissinfo Peter Richter, professore di psicologia del lavoro presso l’università di Dresda.
Fra gli altri fattori che favoriscono l’esaurimento psicofisico si annoverano le elevate esigenze professionali, il sovraccarico di lavoro, la pressione legata agli orari e alle scadenze, l’insufficiente libertà d’azione e la mancanza di prospettive.
E ancora: un capitolato d’oneri impreciso e i conflitti che ne derivano, l’assenza di sostegno, la mancanza di trasparenza, un cattivo ambiente di lavoro e l’insicurezza del posto di lavoro.
Sintomi del malessere
Il burn-out non si manifesta improvvisamente da un giorno all’altro, ma è preceduto da sintomi precursori quali una certa distanza nei riguardi del proprio lavoro, un calo dell’efficienza ed un esaurimento generale. Sul piano fisico, gli avvertimenti sono molteplici: lombalgie, emicranie croniche, disturbi digestivi e del sonno, nonché problemi cardiovascolari.
Per rimediare al fenomeno, le aziende hanno a loro disposizione un arsenale di misure, che comprendono ad esempio la riduzione del carico di lavoro e il rafforzamento delle risorse sociali, individuali e organizzative.
In altri termini – sottolineano il seco e Promozione Salute Svizzera – il burn-out degli impiegati può essere evitato «umanizzando» il lavoro.
swissinfo e agenzie
Il burn-out si manifesta con uno stato d’esaurimento emotivo, fisico e psichico.
Più il carico di lavoro è elevato, più il rischio di burn-out aumenta.
Chi soffre di questa sindrome prende sempre più le distanze dalla propria attività. Il suo rendimento sul lavoro registra così un calo.
Da una recente inchiesta risulta che oltre un terzo dei lavoratori svizzeri (soprattutto fra i giovani) si dichiara stressato o molto stressato.
Secondo uno studio condotto dal seco, il burn-out e le sue conseguenze provocano costi per oltre 4 miliardi di franchi annui.
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