Il DATEC affila le armi per la campagna sul mercato elettrico
La garanzia dell'approvigionamento sarà l'elemento determinante in vista del voto sulla legge sul mercato dell'energia elettrica. Il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) sta lavorando ad una regolamentazione politicamente sostenibile.
La votazione popolare sulla legge è stata rinviata all’anno prossimo, ma la campagna si annuncia già fin d’ora lunga e combattuta. Ad inaugurarla è stato venerdì il Dipartimento federale dell’energia spiegando gli obiettivi della riforma e, soprattutto, illustrando i contorni della futura ordinanza d’applicazione. “Un’apertura di fatto del mercato elvetico è già in corso anche senza che la nuova legge sia entrata in vigore”, ha voluto premettere Hans Werder, segretario del Dipartimento. Molti grossi consumatori hanno infatti già concluso o sono in trattative per stabilire nuovi accordi con aziende produttrici e distributrici. Un’evoluzione, quella elvetica, che si inserisce nel più ampio processo di liberalizzazione a livello europeo.
La legge sul mercato dell’energia (LME) si rende necessaria affinché l’apertura del mercato non si svolga in condizioni caotiche ed ecologicamente rischiose sia per l’ambiente sia per l’approvigionamento del paese, ha sottolineato Werder. La LME prevede una liberalizzazione totale sei anni dopo la sua entrata in vigore, assicurando un passaggio graduale alle leggi della libera concorrenza e garantendo una fornitura di corrente a livello nazionale, ha aggiunto Eduard Kiener, direttore dell’Ufficio federale dell’energia. E proprio la delicata questione dell’approvigionamento verrà regolata nell’ordinanza, la quale, formalmente, potrà essere emanata soltanto dopo l’approvazione della legge. In settembre un’avamprogetto sarà oggetto di una consultazione sulla base della quale, in gennaio, il governo effettuerà una valutazione e dichiarerà le proprie intenzioni in vista del referendum sulla LME.
Secondo Kiener le disposizioni eviteranno situazioni di crisi dovute ad un’infrastruttura trascurata o a black out generalizzati per un’insufficiente erogazione di corrente come capitato recentemente in California. Garantito attualmente dalle aziende monopolistiche statali, l’approvigionamento nel futuro mercato liberalizzato sarà assicurato da un sistema doppio fondato essenzialmente sulla responsabilità privata: i grossi consumatori dovranno assumersi direttamente questo rischio regolando la questione nei contratti con i propri fornitori, mentre i consumatori più piccoli dovrebbero riunirsi in organizzazioni che rappresenteranno i loro interessi nei confronti dei produttori.
Diversamente da una prima versione, l’ordinanza, se non proprio un obbligo di costituire riserve energetiche, dovrebbe comunque fissare precise regole che obblighino la fornitura, ha anticipato Kiener. In caso di mancanza di energia elettrica il Consiglio federale potrebbe costringere i produttori ad acquistare capacità supplementari, ad costruire nuovi impianti o anche proibendo l’esportazione di corrente. Nel corso dei prossimi mesi non mancheranno le dichiarazioni e le prese di posizioni tattiche da parte di fautori e oppositori della riforma in vista della votazione, ma anche a Kiener una cosa risulta evidente: “Se l’approvigionamento non sarà garantito, la legge sul mercato dell’energia elettrica non avrà nessuna chance di venire accettata”.
Luca Hoderas
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