Il profumo della seduzione
Due ricercatori svizzeri hanno vinto il Premio Leenaards per i loro studi sui feromoni, messaggi odorosi prodotti dall'organismo dei mammiferi durante il corteggiamento.
Solleticano il naso per accendere la passione nel cervello.
È il sogno di tutti i profumieri: creare un aroma irresistibile, un profumo femminile che faccia perdere la testa agli uomini e uno maschile che seduca senza scampo le donne. Un giorno questo sogno potrebbe diventare realtà grazie alle scoperte di un gruppo di ricercatori svizzeri.
Marie-Christine Broillet, dell’Istituto di Farmacologia e Tossicologia dell’Università di Losanna e Ivan Rodriguez, genetista del Dipartimento di Zoologia dell’Università di Ginevra hanno vinto il Premio Leenaards per la Promozione della Ricerca Scientifica per i loro studi sull’olfatto dei mammiferi.
Messaggi profumati
Broillet e Rodriguez si occupano di feromoni, molecole odorose prodotte dall’organismo di molti animali, tra cui numerose specie di mammiferi. I feromoni, contenuti nella saliva, nel sudore e nelle altre secrezioni del corpo, non vengono percepiti dai comuni recettori dell’olfatto, ma da cellule specializzate che si trovano nell’organo vomeronasale, una cavità all’interno del naso.
Ogni animale possiede i recettori che gli permettono di percepire i feromoni prodotti dagli altri membri della sua specie. Arrivate a destinazione, le molecole odorose sollecitano determinati comportamenti nell’organismo che le riceve.
Alcuni feromoni rilasciati dal maschio durante il corteggiamento stimolano l’interesse sessuale della femmina e viceversa. Altri feromoni riducono la carica di aggressività degli adulti in presenza dei piccoli, oppure rendono i loro sensi più acuti quando un membro del gruppo si sente minacciato.
Una catena di reazioni chimiche
Da anni, Marie-Christine Broillet studia il funzionamento dei recettori del sapore e dell’odore nei mammiferi. Servendosi di strumenti che misurano i segnali elettrici prodotti dai neuroni e di tecniche che permettono di visualizzare l’attività del cervello, la ricercatrice analizza le comunicazioni esistenti tra gli organi di senso e il sistema nervoso centrale.
Ivan Rodriguez, invece, è alla ricerca dei geni che regolano il meccanismo di percezione dei feromoni. Per il suo lavoro, si serve di topini transgenici. I topi producono e riconoscono 150 differenti feromoni. Rodriguez manipola il loro DNA, li rende insensibili ora a questa e ora a quella specifica molecola e osserva il loro comportamento.
Insieme, i due scienziati hanno elaborato un programma di studio per ricostruire la catena di reazioni chimiche prodotte da un feromone nel momento in cui raggiunge l’organo vomeronasale di un animale.
I feromoni umani
Le ricerche di Broillet e Rodriguez faranno chiarezza sull’esistenza o meno di un meccanismo analogo nella nostra specie. “L’uomo”, spiega Ivan Rodriguez, “possiede un organo vomeronasale prima della nascita, quando è ancora un embrione. Dopo la nascita, l’organo regredisce.”
Per questa ragione, molti esperti sostengono che la nostra specie non produce e non riconosce feromoni. “Tuttavia”, aggiunge lo scienziato, “nella mucosa nasale umana abbiamo trovato dei recettori analoghi a quelli responsabili della percezione dei feromoni nei topi. Non sappiamo ancora se questi recettori consentono anche al nostro organismo di riconoscere i feromoni.”
In commercio ci sono diversi profumi che si vantano di contenere feromoni umani, per il momento non esiste alcuna prova scientifica del loro funzionamento. Ma un giorno, forse, troveremo sugli scaffali delle profumerie un vero distillato di seduzione.
swissinfo, Maria Cristina Valsecchi
Fondazione Leenaards: creata nel 1980
Fondatori: Antoine e Rosy Leenaards (in memoria del figlio prematuramente scomparso)
Scopo: finanziamento di attività di carattere scientifico e culturale in Svizzera
Uno dei due Premi Leenaards per l’anno 2003 è stato assegnato a Marie-Christine Broillet, dell’Università di Losanna, e Ivan Rodriguez, dell’Università di Ginevra.
I due ricercatori studiano i feromoni, molecole odorose prodotte dall’organismo dei mammiferi che hanno il potere di stimolare risposte fisiologiche, come l’interesse sessuale, o l’aggressività.
L’obiettivo degli studi di Broillet e Rodriguez è capire se anche la specie umana produce e percepisce feromoni.
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