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Sanità: o si corregge il sistema o i costi aumenteranno ancora

Il presidente del consiglio di amministrazione di Helsana, Eugen David Keystone

È l'allarma lanciato giovedì dalla cassa malati Helsana, di fronte all'aumento persistente dei costi sanitari. Se non si prenderanno in fretta misure per correggere i difetti di concezione del sistema, sono da attendersi nuove stangate in fatto di premi.

L’evoluzione dei costi costituisce la maggiore preoccupazione delle casse, hanno insistito in una conferenza stampa a Zurigo il presidente del consiglio d’amministrazione di Helsana, Eugen David, e il presidente della direzione, Manfred Manser. «A livello politico”, secondo i dirigenti della cassa malati, “la volontà di agire praticamente non esiste».

La spirale dei costi e dei premi continuerà fin tanto che il sistema sanitario non sarà riveduto, afferma Helsana, nata nel 1996 dalla fusione tra Helvetia e Artisana e attualmente principale assicuratore malattia del paese. La cassa esige dunque riforme supplementari per accrescere la concorrenza. Inoltre, incentivi economici sono necessari per ridurre i costi.

Helsana si vuole concreta e formula sei proposte atte, a suo avviso, a migliorare la situazione. Essa propugna in particolare un allentamento dell’obbligo di stipulare contratti tra fornitori di prestazioni e assicuratori malattia, e l’introduzione di un «modello contrattuale competitivo».

Il finanziamento ospedaliero va pure ripensato, esige Helsana, che chiede inoltre l’introduzione della tariffa medica e ospedaliera unificata «Tarmed» per l’inizio del 2002. Manfred Manser ritiene d’altro canto che si debbano rivedere i criteri di fissazione dei prezzi dei medicinali: l’anno scorso, in questo settore, i costi sono aumentati del 10 per cento. Manser ha salutato l’iniziativa della consigliera federale Ruth Dreifuss, di riunire una tavola rotonda su questi problemi.

Esprimendosi sui mezzi per contenere l’esplosione dei costi, Eugen David ha sottolineato che «il ruolo dello Stato non consiste nel garantire i prezzi e nel mantenere troppe capacità». Secondo il consigliere agli Stati democristiano sangallese, «l’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie deve assicurare soltanto i rischi e non il benessere».

La Helsana aveva già fornito le cifre principali del suo bilancio 2000 lo scorso 18 aprile. L’anno scorso la cassa ha incassato premi per 3,529 miliardi di franchi (+0,8 percento rispetto all’anno precedente). Ciò le ha permesso di aumentare le riserve sui proventi assicurativi dal 23,8 al 24,3 percento e di procedere ad accantonamenti per 1,595 miliardi (+8,8 percento). L’utile è per contro calato del 27 percento, scendendo a 25 milioni di franchi. Il numero di assicurati è salito dello 0,5 percento, raggiungendo 1,462 milioni.

swissinfo e agenzie

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