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Trecentomila firme per i medicinali naturali

La petizione chiede una procedura di accettazione semplificata per i prodotti terapeutici naturali Keystone Archive

Successo per la petizione per il mantenimento della diversità dei prodotti terapeutici naturali in Svizzera. Allo scadere del termine, fissato per il 31 maggio, le firme raccolte erano 287'826. Il testo è stato consegnato martedì a Berna dal Comitato d'azione per la medicina empirica al direttore dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) Thomas Zeltner, che ha promesso di correggere gli «errori».

L’alto numero di firme, raccolto in soli quattro mesi, rappresenta un chiaro segnale dell’importanza che la popolazione dà ai prodotti terapeutici naturali, ha indicato la consigliera nazionale Dorle Vallender (PLR/AR).

Con la petizione il comitato non si oppone alla nuova legge federale sui prodotti terapeutici, che entrerà in vigore il primo luglio, bensì alle ordinanze annesse, che limitano e ostacolano con prezzi sproporzionati la libera scelta delle terapie. In questo modo – indicano i promotori in una nota – rischia di andare perduto un immenso patrimonio di sostanze curative naturali.

Il comitato – che riunisce farmacisti, medici, droghieri, omeopati, terapisti, pazienti, produttori di farmaci naturali e rappresentanti delle casse malattia – chiede quindi una procedura di accettazione semplificata per i prodotti terapeutici naturali e una fondamentale rielaborazione delle ordinanze.

Interpellato in merito, il direttore dell’UFSP Zeltner ha ammesso che il pacchetto di ordinanze contestato è stato messo a punto con una velocità straordinaria e non è certamente il migliore che sia mai stato messo in consultazione. Esso contiene verosimilmente passaggi che possono essere fraintesi «e contiene pure degli errori». Ragione per cui sarà riveduto.

Naturalmente non è previsto – ha sottolineato Zeltner – di introdurre un tariffario che renda proibitivo l’accesso al mercato per i prodotti terapeutici naturali. La Svizzera – ha aggiunto – è più generosa degli altri paesi industriali sia in fatto di varietà sia in fatto di criteri di ammissione di questi prodotti. «Vogliamo rimanere più generosi», ha assicurato.

swissinfo e agenzie

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