Sciopero in tutta la Svizzera per una società rispettosa del clima
(Keystone-ATS) Circa 30’000 persone hanno partecipato oggi allo “Sciopero per il futuro” in più di 100 azioni ed eventi organizzati in Svizzera per chiedere una società rispettosa del clima.
Scioperanti per il clima, sindacati, collettivi femministi, organizzazioni non governative, gruppi ecclesiali e di politica della pace così come gruppi locali hanno richiamato l’attenzione su vari aspetti della crisi climatica e insieme hanno chiesto una società ecologica e sociale, ha comunicato oggi pomeriggio l’Associazione svizzera per la protezione del clima.
Alle 11.59 gli attivisti hanno fatto rumore in tutta la Svizzera per suonare “l’allarme clima”. Nella sola Confederazione sono stati pianificati oltre 100 eventi, con le maggiori azioni a Zurigo, Berna e Losanna.
Di fronte all’intensificarsi della crisi climatica, gli scioperanti del clima hanno chiesto un’azione immediata e decisiva. Solo in questo modo l’accordo di Parigi e l’obiettivo di un aumento massimo della temperatura pari a 1,5 gradi potranno essere rispettati. Tali obiettivi – viene sottolineato – sono indispensabili per evitare ulteriori sofferenze e morti a causa della crisi climatica.
In Ticino l’azione è stata trasmessa tutto il giorno in una diretta televisiva streaming in onda sul sito web www.telefuturo.ch. Nel cantone di Berna, dove erano previsti piccoli eventi decentrati a causa del coronavirus, lo sciopero per il futuro è iniziato con uno stand informativo nella piazza della stazione della città federale. Daniel Worbis, portavoce degli attivisti bernesi per il clima, ha tuttavia stimato il numero di partecipanti di oggi nell’area di Berna a circa un migliaio e in tutto il cantone fino a diecimila.
Nella Svizzera centrale, le azioni erano già iniziate la mattina alla stazione di Zugo. Ai pendolari sono stati distribuiti 250 palloncini con l’immagine della Terra e volantini con dieci rivendicazioni. Sui volantini, gli attivisti chiedevano, per esempio, più energia rinnovabile e trasporti neutrali per il clima o una settimana lavorativa di 30 ore.
Nel cantone di Zurigo, la manifestazione principale nella Helvetiaplatz della città sulla Limmat ha attirato diverse centinaia di persone nonostante la pioggia. Gli scioperanti del clima hanno manifestato nelle prime ore del mattino davanti al tribunale distrettuale di Zurigo. Poco più di 20 persone hanno espresso la loro solidarietà con un attivista per il clima sotto processo per aver presumibilmente cercato di mordere un poliziotto durante una precedente azione di protesta.
A Coira, sull’Alexanderplatz, vicino alla stazione, si sono riunite a fine mattinata 150 persone. Tuttavia lo sciopero vero e proprio è stato in serata quando sempre sulla stessa piazza circa 300 persone secondo la polizia comunale, oltre 500 secondo gli organizzatori, hanno partecipato a una manifestazione, pacifica e nel rispetto delle regole anti-Covid-19. Alla dimostrazione, iniziata stamani con stand e proseguita con concerti nel pomeriggio, hanno partecipato varie organizzazioni – tra cui Greenpeace, WWF, Pro Natura e Unione sindacale svizzera – che hanno cercato il contatto con la gente, tematizzando in particolare i mutamenti climatici. Lo Sciopero per il futuro, di fatto l’erede del suo omonimo per il clima, è però stato anche l’occasione per denunciare altre crisi.
A Losanna, la manifestazione è iniziata con un corteo scolastico nel primo pomeriggio: secondo le stime della polizia non vi erano più di 200-250 persone. I manifestanti sono partiti dalla stazione ferroviaria e si sono fermati davanti al tribunale di Montbenon per denunciare la pressione della giustizia sugli attivisti della ZAD (zone à défendre, zona da difendere). In serata un corteo di diverse migliaia di persone di tutte le età ha sfilato per le strade sotto la pioggia chiedendo “un cambiamento qui e ora”. Inizialmente composto di 2500 partecipanti, il corteo ha raggiunto quasi 8000 persone secondo le stime della polizia. A Ginevra, dove un comitato ha protestato contro il furto forzato di terreni da parte delle compagnie di materie prime, in serata si sono riunite circa 1500 persone nelle strade: il corteo composto in gran parte di giovani si è mosso con calma da una parte all’altra del fiume. Nessun incidente è stato segnalato, secondo la polizia.
Circa 1500 persone si sono riunite anche a Basilea dove vari discorsi hanno perorato un sì per la legge sul CO2, sostenendo che è un passo “molto piccolo”, ma almeno nella giusta direzione.
Manifesto nazionale
“Le crisi ecologica e sociale del nostro tempo sono strettamente legate e possono essere affrontate solo insieme”, ha comunicato l’Associazione svizzera per la protezione del clima. “È importante unire le forze e lavorare per un futuro solidale e sostenibile”.
Un manifesto nazionale raccoglie le rivendicazioni e dà “una direzione comune”, senza che tutti i componenti del coordinamento aderiscano necessariamente a tutte le richieste. Il testo comprende vari temi, tra cui il riscaldamento globale, le disuguaglianze sociali, la violenza contro le donne e l’accoglienza dei rifugiati. In particolare, chiede un servizio pubblico forte.
Il manifesto serve come una sorta di “bussola”, secondo Steven Tamburini, membro del coordinamento. “Dobbiamo far muovere le cose, dobbiamo proporre delle rotture” in modo che il rapporto di forze cambi. Solo un movimento di massa che riunisca diverse aspirazioni permetterà di raggiungere una giustizia ambientale e sociale.