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Siccità e inquinamento minacciano l’acqua potabile

Keystone-SDA

La siccità e l'inquinamento minacciano l'approvvigionamento di acqua potabile. Numerosi esperti e rappresentanti della gestione e della depurazione delle risorse idriche sono riuniti da oggi a Zurigo alla ricerca di soluzioni.

(Keystone-ATS) In tutta Europa la gestione dell’acqua potabile deve affrontare sfide importanti. Il cambiamento climatico, i microinquinanti, i crescenti requisiti di qualità e il finanziamento delle infrastrutture rendono gli scambi transfrontalieri più importanti che mai, scrivono in una nota l’Associazione per l’acqua, il gas e il calore (SVGW) e l’Associazione svizzera dei professionisti della protezione delle acque (VSA) in occasione dello Swiss EurEau Water Summit che si tiene fino a mercoledì a Zurigo.

In Svizzera il 60% circa dell’acqua potabile, che per l’80% proviene dalle falde, può oggi essere distribuita alla popolazione senza trattamento o dopo un trattamento semplice, sottolineano gli organizzatori.

A causa della crescente concentrazione di sostanze inquinanti nelle falde, l’approvvigionamento locale è tuttavia sempre più sotto pressione. L’eliminazione di queste sostanze inquinanti chimiche sarebbe possibile, ammesso che lo sia, solo a costo di notevoli sforzi in termini di personale, energia e risorse finanziarie. La protezione delle falde freatiche riveste quindi un ruolo sempre più importante.

Si punta sull’acqua piovana

In queste condizioni, l’acqua piovana diventa sempre più interessante nell’ambito di quelle che vengono definite “terre spugnose”: a questo proposito sono previsti interventi naturali o tecnici che rafforzano la ritenzione idrica nei suoli, nei corsi d’acqua, nelle zone umide, nelle torbiere, nelle foreste e in interi bacini idrografici.

Queste misure potrebbero contribuire ad attenuare i picchi di portata, a ridurre lo stress idrico, a preservare le falde acquifere, a limitare l’erosione, a valorizzare gli habitat e ad aumentare la resilienza climatica dei nostri paesaggi.

A trarne vantaggio sarebbero, allo stesso tempo, le colture agricole, la fertilità del suolo, le foreste, l’approvvigionamento di acqua potabile, la biodiversità e le attività ricreative locali.

All’evento principale dell’EurEau Water Summit, che si tiene per la prima volta in Svizzera, sono attesi mercoledì circa 400 rappresentanti svizzeri e stranieri. EurEau è l’associazione europea per la gestione delle risorse idriche, che riunisce 38 organizzazioni nazionali di gestori dell’acqua potabile e delle acque reflue, sia del settore pubblico che di quello privato, in provenienza da 33 Paesi.

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