Ciclisti elvetici più prudenti che in passato
Il 38% dei ciclisti svizzeri porta il casco di spontanea volontà sia nel tempo libero, sia negli spostamenti quotidiani: è quanto risulta dalla rilevazione rappresentativa eseguita dall'Ufficio svizzero per la prevenzione degli infortuni (Upi), pubblicata mercoledì.
L’Upi sottolinea che tale tasso è uguale a quello registrato nel 2007, ma in crescita rispetto agli anni precedenti: nel 1998 era infatti del 14%. Secondo l’ufficio, le campagne di sensibilizzazione hanno dato buon esito.
La percentuale di coloro che portano il casco è nettamente più elevata nei bambini e negli adolescenti fino ai 14 anni di età (50%). L’Upi è favorevole a un uso obbligatorio del casco per i ragazzi, in quanto più esposti a rischi di incidenti.
Per quanto riguarda gli adulti, secondo l’organo in questione un obbligo generale rischierebbe di rivelarsi controproducente: la società – e in particolare i ciclisti – potrebbe infatti rifiutare un simile provvedimento.
L’Upi e l’Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni intendono quindi proseguire le loro campagne a favore della promozione dell’uso volontario del casco.
Le rilevazioni dell’Upi sull’utilizzo del casco tra i ciclisti vengono effettuate ogni anno tra aprile e maggio: 53 punti in tutta la Svizzera permettono di censire circa 6’000 ciclisti.
La statistica mette in evidenza la frequenza con cui viene portato il casco per recarsi al lavoro, a fare spese, a scuola o nel tempo libero.
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