Come mai i giudici in Svizzera sono così clementi?

Le prigioni svizzere sono considerate relativamente confortevoli e bisogna aver commesso un reato particolarmente grave per finire dietro le sbarre per lungo tempo. © KEYSTONE / WALTER BIERI

Rispetto ad altri Paesi, in Svizzera si emettono pene detentive di più breve durata, soprattutto per i reati violenti. Solo i recidivi e i criminali più pericolosi finiscono a lungo dietro le sbarre. Perché?

Questo contenuto è stato pubblicato il 11 gennaio 2019 - 11:00

Se diamo un'occhiata ai codici penali dei Paesi europei notiamo che gli Stati germanofoni – tra cui anche la Svizzera – prevedono sanzioni relativamente miti. Chi uccide una persona in "stato di profonda prostrazione" può cavarsela con un solo anno di prigione. Altrove le pene sono di solito molto più severe, come mostra il grafico seguente.

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Certo, anche in Svizzera chi commette un omicidio rischia l'ergastolo, ma nel diritto penale elvetico "a vita" non significa che l'autore di un reato debba restare dietro le sbarre fino alla fine dei suoi giorni.

+ Che cosa significa "a vita" nel diritto penale svizzero?

Dopo 15 anni, in certi casi anche dopo soli 10 anni, è possibile uscire di prigione con la condizionale. In Svizzera è prassi comune che l'autore di un reato sia rilasciato a determinate condizioni dopo aver scontato i due terzi della pena.

Giudici clementi

L'esperto di diritto penale comparato Hans-Georg Koch dell'Istituto per il diritto penale straniero e internazionale Max-Planck di Friburgo in Brisgovia, in Germania, relativizza questi confronti: prima di tutto è difficile paragonare le sanzioni a causa dei diversi sistemi giuridici. In secondo luogo sarebbe necessario confrontare le pene inflitte e non quelle previste dalla legge poiché queste ultime non sono molto significative.

Purtroppo, non ci sono attualmente statistiche che permettano un confronto tra le pene inflitte nei vari Paesi. Tuttavia, si può affermare che i giudici svizzeri sono solitamente più clementi: di regola si muovono nella parte inferiore della gamma di sanzioni possibili. "Nel confronto internazionale, la disciplina delle sanzioni svizzera è piuttosto insolita, soprattutto nella commisurazione delle pene da parte dei tribunali nell'ambito della loro attività quotidiana", dice il noto criminologo ed esperto di diritto penale Martin Killias.

Gabriella Matefi, presidente della Corte d'appello del cantone di Basilea-Città spiega che "la parte superiore della gamma di sanzioni possibili è prevista per i reati più gravi, crimini che una persona normale non riesce nemmeno ad immaginarsi. Nell'ambito della valutazione delle infrazioni reali, nella giurisprudenza sono indicate pene che si trovano nella metà o nel terzo inferiore del quadro sanzionatorio previsto dalla legge, per esempio per frodi, lesioni fisiche o addirittura omicidi".

Solo i criminali pericolosi finiscono in prigione

Le statistiche indicano che rispetto ad altri Paesi, in Svizzera sono davvero pochi i condannati che finiscono davvero dietro le sbarre. Ciò è dovuto anche al fatto che da noi le pene inferiori ai due anni inflitte a chi commette per la prima volta un reato sono generalmente pronunciate con la condizionale.

Se si dà un'occhiata alle ultime statistiche svizzere si nota che dal 2007 i reati violenti sono spesso sanzionati con una multa e non con una pena detentiva. Nei grafici sottostanti presentiamo le condanne per lesioni personali e per furto emesse nel 2017 e nel 2006.

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L'evoluzione evidenziata dal grafico soprastante è stata promossa da una riforma che aveva lo scopo di ridurre le pene detentive di breve durata. "In Germania e in Svizzera si vogliono evitare le condanne detentive brevi poiché si teme che il carcere promuova la recidività", spiega Koch. Nei Paesi anglosassoni, un numero relativamente elevato di autori di reati finisce abbastanza a lungo dietro le sbarre per crimini piuttosto banali, semplicemente perché continua a delinquere.

"Le punizioni servono a ristabilire la giustizia"

Secondo Killias, l'idea che le pene detentive brevi siano dannose è diventata una sorta di dogma in Svizzera. Tuttavia, il pericolo di recidiva a causa di carcerazioni brevi non è provato scientificamente. Spesso ci si dimentica inoltre che le sanzioni hanno anche il compito di ristabilire una certa giustizia e di garantire l'ordine sociale.

La riforma del codice penale svizzero è già stata criticata e rivista. Per Koch, in linea di principio la prassi di evitare le pene detentive di breve durata si è dimostrata valida. "La prevenzione della criminalità viene favorita da altri fattori", sostiene Koch.

Anche Gabriella Matefi indica che "l'effetto detterrente delle sanzioni penali non è particolarmente grande. È il rischio di essere 'presi' e di essere condannati ad aver un ruolo decisivo a livello preventivo". E a questo proposito la Svizzera non sfigura nel confronto internazionale.

"Punire in maniera moderata è considerato un progresso culturale nelle nazioni culturalmente simili dell'Europa centrale"

Hans-Georg Koch, esperto di diritto penale comparato

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Punizioni lievi viste come "progresso culturale"

Ma perché il diritto svizzero è così indulgente nei confronti dei criminali? E perché i giudici non emettono pene più severe? Tra i giudici ci sarebbe una sorta di pressione reciproca. Inoltre, sono tentati di seguire quella che viene definita "un'eredità regionale", ha indicato uno studio svolto in Germania. Ciò significa che i giudici si lasciano influenzare dalle decisioni dei colleghi e ciò si traduce in una pratica giudiziaria mite o rigorosa in una regione.

Inoltre, i giudici basano le loro sentenze su quanto hanno studiato sui libri. L'insegnamento e la scienza è piuttosto scettica rispetto all'efficacia delle punizioni severe. "Oggi, in tribunale siedono persone a cui nelle università è stata inculcata per decenni la tesi della nocività delle pene detentive", sostiene Killias. "Punire in maniera moderata è considerato un progresso culturale nelle nazioni culturalmente simili dell'Europa centrale", spiega Koch. "Per questo motivo le pene detentive sono più brevi che nel Regno Unito o negli Stati Uniti".

In generale, il diritto penale in Europa è più umano che in altre parti del mondo. La pena di morte e le punizioni corporali, come la fustigazione o il taglio degli arti, non sono tollerate.

In Svizzera, nel 2010 un comitato ha avviato la raccolta di firme per un'iniziativa popolare che voleva reintrodurre la pena di morte per le persone che commettono un omicidio intenzionale o un assassinio, in concorso con atti sessuali. L'iniziativa è stata però ritirata. L'intenzione del comitato promotore era di attirare l'attenzione dell'opinione pubblica e di dare risalto alle lamentele nei confronti dell'attuale giurisprudenza espresse dalle persone vicine alle vittime. Concretamente denunciavano la mancata attuazione dell'iniziativa "Internamento a vita per criminali sessuomani o violenti estremamente pericolosi e refrattari alla terapia".

Internamento cautelativo suscita critiche

In Svizzera, l'imputato non viene condannato per tutti i reati commessi bensì solo per il reato più grave, la cui pena viene aumentata in misura adeguata. Di conseguenza i serial killer pericolosi o criminali sessuomani possono uscire di prigione e commettere di nuovo dei reati.

Per evitare questo, la Svizzera e la Germania si affidano al cosiddetto internamento cautelativo. È una misura che permette di tenere in prigione un criminale recidivo nonostante abbia scontato la sua pena, se egli viene considerato pericoloso per la società. Solo se si è certi che non commetterà più dei reati può lasciare il carcere.

Questo strumento ha suscitato varie critiche a livello internazionale. La Corte europea dei diritti umani di Strasburgo ha condannato la Svizzera e la Germania per la loro prassi in materia di internamento. "Ma praticamente tutti i Paesi hanno escogitato uno strategemma per tenere in prigione i criminali estremamente pericolosi", dice Koch. Per esempio, altri Paesi pronunciano pene detentive di lunga durata oppure condannano gli autori per tutti i reati commessi, sommando le pene detentive previste dalla legge, affinché l'autore rimanga per sempre dietro le sbarre. Per mettere fine all'accesa discussione sull'internamento cautelativo in Svizzera, due parlamentari Natalie Rickli dell'Unione democratica di centro (UDC) e Andrea Caroni del Partito liberale radicale (PLR. I Liberali) propongono di aumentare la durata delle carcerazioni. La Svizzera si allineerebbe così alla giurisprudenza di altri Stati.

Il governo vuole pene più severe per i reati violenti e sessuali

Il Consiglio federale sembra aver riconosciuto che le pene per i reati pecuniari e violenti non sono probabilmente proporzionate e che i giudici pronunciano sanzioni troppo lievi. Per questo motivo, il governo elvetico intende "armonizzare" le norme penali. "Sinora le disposizioni penali della Parte speciale del codice penale non sono mai state sottoposte a un'analisi comparativa completa e trasversale da cui potesse emergere se effettivamente corrispondono alla gravità del reato e se sono sufficientemente armonizzate tra loro", spiega l'Ufficio federale di giustizia UFG la sua proposta di revisione del diritto penale e del sistema di sanzioni. In particolare, i reati violenti e sessuali devono essere puniti più severamente in futuro.

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