Euro 08: tirate fuori gli amuleti!
Tra talismani e segni della croce, le superstizioni nel calcio si portano a meraviglia. Durante questo mese di giugno, riti malefici e preghiere non mancheranno. Un tema sviluppato nell'esposizione "Fuori gioco" presentata a Ginevra.
“Come molti sanno, in Africa le partite di calcio assumono una dimensione incredibile e gli stregoni svolgono un ruolo molto importante. Al museo abbiamo un collaboratore congolese. Suo fratello è medico in un villaggio vicino a Kinshasa. Grazie a loro abbiamo potuto procurarci un filmato di uno stregone che sta ‘preparando una partita’ in programma allo stadio di Kinshasa”, racconta Christian Delécraz, conservatore della sede di Conches del Museo d’etnografia di Ginevra (MEG), dove è presentata l’esposizione “Fuori gioco”.
Nei paesi africani, il ricorso agli stregoni feticisti per ammaliare i giocatori della squadra avversaria, stregare il campo di gioco e il pallone è una pratica corrente. Nel 2003, in Tanzania, i due più grandi club, Yanga e Simba, sono addirittura stati multati dalla federazione nazionale per aver praticato dei rituali di stregoneria prima degli incontri. Due giocatori dello Yanga avevano urinato sul campo per neutralizzare le sostanze – polvere e uova – gettate in precedenza dai loro avversari dello Simba.
“Ah, gli africani e le loro superstizioni”, si dirà qualcuno abbozzando un sorriso. C’è però poco da ridere: gli Europei di calcio non hanno nulla a che vedere con l’Africa, ma si può facilmente scommettere che il torneo sarà pieno di irrazionalità, come qualunque Coppa d’Africa delle nazioni.
Vergine, voodoo e calzini
Al MEG, in alcune vetrine sono presentati gli oggetti degli stregoni feticisti: corna di rinocerente, erbette diverse… Un po’ più lontano, una vergine molto kitsch, riempita di acqua di Lourdes, ci ricorda però che l’Africa non ha l’esclusività in materia di superstizioni.
“È veramente dell’acqua di Lourdes, non della semplice acqua!”, sottolinea Christian Delécraz. “Trapattoni, l’ex allenatore dell’Italia, cosparge acqua benedetta sul campo prima di tutte le partite importanti. Queste credenze esistono quindi anche da noi”.
Qui come altrove, il mondo del calcio è infatti costellato da rituali attraverso i quali si cerca di controllare l’elemento fortuna.
Perciò si cosparge acqua benedetta sul campo, si accende una candela e si prega la Vergine Maria, si ricorre ai servizi degli astrologi, si indossano vestiti portafortuna o si praticano rituali voodoo… come mostra la fotografia sulla destra. Una bambola voodoo molto europea, con una piccola bandiera francese appuntata sul petto, che è forse stata utile per assicurare la vittoria agli italiani durante l’ultima finale della Coppa del Mondo.
Le ore prima di un incontro sono pure ritmate da ogni sorta di rituale e piccole manie: sedersi sempre sullo stesso sedile dell’autobus durante una trasferta, mangiare il medesimo pasto prima della partita, portare la collanina portafortuna o infilare prima la calza sinistra…
La mano di Dio
Nella gabbia delle scale del MEG si può ammirare un affresco. Una sorta di Cappella Sistina in miniatura disegnata da Pierre-Alain Bertola, scenografo dell’esposizione, in onore della famosa “Mano di Dio” di Maradona.
Ricordiamo brevemente i fatti: quarti di finale della Coppa del Mondo 1986 nello stadio Azteca di Città del Messico, “el Pibe de oro” segna un gol contro l’Inghilterra. L’Argentina si qualifica per la semifinale e in seguito conquista la Coppa del Mondo per la seconda volta.
Una rete diventata celebre, perché fu segnata un po’ con la testa e un po’ con la mano all’inizio del secondo tempo, quando le due squadre erano ancora sullo 0-0. Lo stesso Maradona ammise di aver teso il braccio per toccare il pallone.
Durante la conferenza stampa che seguì l’incontro, Maradona gettò benzina sul fuoco, commentando: “Un poco con la cabeza de Maradona, y otro poco con la mano de Dios” (“Un po’ con la testa di Maradona, un po’ con la mano di Dio”).
Maradona che invoca Dio, i suoi sostenitori che parlano del dio Maradona… In fatto di superstizioni nel calcio non si va per il sottile. “Questa storia con Maradona va talmente lontano che in Argentina esiste addirittura una Chiesa maradoniana, con le sue preghiere e i suoi preti, e nella quale ci si può anche sposare! Una vera Chiesa del Dio Maradona, con il suo sito web”, constata divertito Christian Delécraz.
Comunque sia, tirate fuori i vostri talismani, pregate il vostro dio, cospargete il vostro televisore di acqua benedetta o di acqua del Gange, accendete un cero per San Köbi o per la star che vi ossessiona. Non rischiate nulla.
swissinfo / MEG, Bernard Léchot
(traduzione ed adattamento di Daniele Mariani
L’esposizione “Hors jeu”, allestita nella sede di Conche del Museo etnografico di Ginevra (MEG), è aperta al pubblico dal 21 maggio 2008 al 26 aprile 2009.
Per realizzare la mostra, il MEG si è avvalso della collaborazione di numerosi esperti del Centro internazionale dello studio dello sport di Neuchâtel.
swissinfo figura tra i partner della mostra. L’attualità del calcio è presente nell’esposizione attraverso schermi giganti che illustrano il dossier Euro 08.
In margine all’esposizione, anche un ricco catalogo di 136 pagine, curato dal ricercatore Raffaele Poli e dal titolo “Hors jeu – Football et société”.
La prefazione del libro – che contiene anche un’intervista all’ex calciatore svizzero Lucio Bizzini, dottore in psicologia – è firmata dall’etnologo Christian Bromberger.
Le 120 illustrazioni a colori sono di Eric Lafargue e Jonathan Watts mentre i disegni sono di Pierre-Alain Bertola.
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