Lanciati i primi viaggi equi dalla A alla Z
Da fine ottobre è possibile prenotare una vacanza completamente sostenibile: la novità mondiale viene offerta da due agenzie di viaggio svizzere e porta i clienti a scoprire il Sud Africa.
Il turismo non ha praticamente risentito della crisi ed è considerato uno dei settori con il maggiore potenziale di crescita a livello mondiale. Ogni anno, dalla Svizzera vengono effettuati circa 16 milioni di viaggi, di cui almeno il 10% in un paese in via di sviluppo. L’impatto ambientale è considerevole, infatti il settore turistico è ritenuto responsabile di circa il 10% delle emissioni di CO2 globali.
Ma non solo: nei paesi in via di sviluppo il turismo comporta spesso anche inconvenienti per la popolazione locale quali condizioni di lavoro precarie, aumento dei prezzi, esproprio di terreni e calo delle risorse idriche.
Negli ultimi anni, come in altri settori, anche in quello turistico ha però preso piede un approccio più responsabile. I viaggiatori hanno la possibilità di scegliere delle località o degli alberghi che applicano delle politiche ecologiche e sostenibili.
L’idea di offrire un pacchetto completo che rispetti i principi del commercio equo in tutti gli ambiti – operatore turistico, hotel, ristoranti, autonoleggio, guide locali e attività – è però innovativa.
Novità mondiale
Il sogno di Jennifer Seif, direttrice dell’organizzazione no profit Fair Trade in Tourism South Africa, era proprio quello di poter offrire un simile pacchetto.
«Finora, il commercio equo riguardava praticamente solo i prodotti delle aziende agricole, ma in realtà questo concetto comprende un insieme di fattori come condizioni di lavoro e rapporti commerciali equi. Fino al prodotto finale presentato al cliente» spiega Seif, «si è trattato dunque di passare dal turismo equo al commercio equo nel settore turistico».
La sua organizzazione è attiva da oltre dieci anni e rilascia la certificazione «Fair Trade in Tourism South Africa» a hotel, operatori turistici o attività che soddisfano un determinato numero di standard. Circa sei anni fa è nata l’idea di creare il primo pacchetto completo in collaborazione con il settore pubblico e privato e diverse ONG.
Ma cosa distingue questo pacchetto da altre offerte? «Ci sono centinaia di operatori che offrono viaggi sostenibili. Ma spesso si tratta di un albergo ‘pulito’ in un tour ‘sporco’ o viceversa. Questa è invece la prima offerta ampia che prende in considerazione tutti gli aspetti di un viaggio» afferma Jennifer Seif.
«È una pietra miliare», aggiunge il professore Hansruedi Müller, direttore dell’Istituto di ricerca sul tempo libero e il turismo dell’Università di Berna, «15 anni fa non avrei mai pensato che una cosa del genere fosse realizzabile; è un progetto molto complesso e sono estremamente felice che sia andato in porto».
Collaborazione internazionale
In Svizzera, il progetto è stato sostenuto dalla Segreteria di Stato dell’economia (SECO), dall’ONG «Arbeitskreis tourismus & entwicklung» di Basilea, dalle agenzie di viaggio Kuoni e Reise Service Imagine di Berna e, in Germania, da «EED Tourism Watch» di Bonn.
In molti paesi in via di sviluppo, il turismo è una delle più importanti fonti di guadagno. Sostenendo progetti turistici sostenibili di questo tipo, la SECO può raggiungere un grande numero di interessati attivi nei settori più diversi: dall’agricoltura, al settore alberghiero fino all’industria.
Perché in Sud Africa?
«Il concetto di commercio equo non è un’idea nostra, è un’idea globale che non appartiene a nessuno. Ma il Sud Africa è veramente un paese leader per quanto riguarda il commercio equo nel settore turistico» ricorda Jennifer Seif.
«I principi del commercio equo sono percepiti in modo particolare dalla popolazione sudafricana, soprattutto dalle persone di colore». Per via del vissuto storico, i concetti di giustizia, equità e pari opportunità assumono quindi un ruolo fondamentale. «Per questo siamo così attivi in Sud Africa, il contesto è molto buono e favorisce progetti di questo genere» spiega Jennifer Seif.
Per il momento, il progetto pilota prevede un tour offerto da Kuoni e uno da Reise Service Imagine. Si tratta di viaggi classici comprendenti safari, wale watching, attività culturali, visite a Township, la famosa «Garden Road» lungo la costa che collega Città del capo a Port Elisabeth.
«Sono dei pacchetti incentrati sulle bellezze naturali. Ma un altro aspetto importante è l’interazione con le persone. I tour permettono di percepire il modo di vivere sudafricano e vedere come il paese mette in pratica i principi dello sviluppo sostenibile» aggiunge Seif.
Sviluppi futuri
Se la risposta del pubblico sarà positiva, l’organizzazione Fair Trade in Tourism South Africa svilupperà l’offerta sia in Sud Africa sia in altri paesi come il Mozambico e la Namibia e anche in altri continenti. Attualmente, l’ONG di Jennifer Seif è in contatto con altre agenzie di viaggio in Gran Bretagna, Paesi Bassi e Svezia interessate a proporre i pacchetti viaggio ai loro clienti. Dall’anno prossimo saranno offerti anche dall’operatore turistico tedesco «SKR Reisen».
I tour devono però essere continuamente monitorati, mette in guardia il professor Hansruedi Müller. Garantire la continuità di questi viaggi è un lavoro continuo e difficile. Inoltre, sviluppando nuove offerte bisogna rimanere costantemente vigili: «non ci possiamo permettere che l’immagine dello sviluppo equo sia scalfita da incidenti o problemi». Sviluppo del prodotto sì, ma sempre sviluppo equo e sostenibile per tutti.
Il tour è offerto dal 28 ottobre 2010 e consiste in 16 giorni e 13 notti in Sud Africa. Il pacchetto comprende il volo da Zurigo a Port Elisabeth e da Città del capo a Zurigo, tutti i pernottamenti, le trasferte, l’autonoleggio, tutte le colazioni e alcuni pranzi e cene.
L’itinerario parte da Port Elisabeth, segue la «Garden Road» lungo la costa, prevede safari, wale watching e altre attività e si termina a Città del Capo.
Il costo per persona in camera doppia è di 5590 franchi.
Rispetto a un tour simile, ma non strutturato in base ai principi del commercio equo, ci si deve aspettare un sovrapprezzo di circa 5% del costo finale.
Questi costi relativamente ridotti sono stati ottenuti grazie all’impegno di tutti i partner responsabili.
Per esempio, il proprietario di un albergo che decide di acquistare solo prodotti biologici senza però aumentare il prezzo totale delle pietanze, o che aumenta lo stipendio dei suoi impiegati riducendo il suo margine di guadagno.
Oppure, come l’agenzia di viaggi svizzera Reise Service Imagine di Berna che si assume una parte dei costi supplementari senza farli ricadere sui clienti.
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