Un freno al turismo della morte
Eveline Widmer-Schlumpf vuole frenare il cosiddetto "turismo della morte". La ministra di giustizia e polizia propone un "periodo di riflessione".
Di fronte alle numerose critiche dei paesi confinanti, il governo elvetico aveva indicato all’inizio di luglio che sarebbe stata studiata la necessità di regolamentare l’aiuto al suicidio.
In un’intervista al settimanale “SonntagsZeitung”, la ministra ha ora preannunciato l’intenzione di introdurre per i “candidati al suicidio” un tempo minimo di attesa fra il primo contatto con l’associazione di accompagnamento alla morte e l’esecuzione dell’atto. In questo lasso di tempo, le persone che vogliono togliersi la vita dovranno essere assistite da professionisti.
Sempre secondo i progetti della Widmer-Schlumpf, d’altra parte le associazioni di aiuto al suicidio avrebbero l’obbligo di aprire la loro contabilità e documentare precisamente ogni caso di suicidio. Dovrebbero inoltre essere più trasparenti sulle esigenze per il proprio personale.
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