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Una petizione contro la tratta delle donne

La Confederazione e i cantoni svizzeri devono proteggere meglio le vittime della tratta delle donne. Lo chiede una petizione firmata da 71'980 persone e depositata giovedì a Berna.

La petizione è stata lanciata durante l’Europeo di calcio 2008 da una ventina di associazioni a difesa dei diritti umani. «In Svizzera le vittime della tratta delle donne non sono ancora sufficientemente protette. Bisogna quindi agire», ha dichiarato di fronte alla stampa l’ex parlamentare socialista Ruth-Gaby Vermot, invitando i cantoni, che affrontano il problema in modo assai disparato, a prendere l’iniziativa.

Il testo chiede che le vittime della tratta ottengano automaticamente un permesso di soggiorno in Svizzera e che possano beneficiare di una protezione specializzata. Secondo i suoi promotori, la Confederazione deve ratificare al più presto la Convenzione del Consiglio d’Europa contro la tratta degli esseri umani, sottoscritta da Berna l’8 settembre scorso. Gli Stati firmatari sono chiamati a proteggere le vittime, anche quelle che si rifiutano di testimoniare per paura di rappresaglie.

La legge elvetica attuale prevede al contrario che le persone oppresse da questo traffico illegale (circa 3’000 all’anno) lascino il paese al più tardi 30 giorni dopo il momento in cui si sono rifiutate di testimoniare.

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