Svizzera paese di punta nella robotica, secondo studio Raiffeisen
La Svizzera è un paese di punta nella robotica, settore in piena espansione a livello globale: lo afferma uno studio sul comparto pubblicato oggi da Raiffeisen.
(Keystone-ATS) Ormai i robot non vengono più impiegati esclusivamente nelle fabbriche, ma si occupano ad esempio di trasportare merci, ispezionare impianti industriali e fornire assistenza durante gli interventi medici, ricorda la banca in un comunicato. L’intelligenza artificiale (IA) sta dando un enorme impulso e la Confederazione è ben posizionata. “È forte sia nello sviluppo che nell’impiego di robot e ha quindi ottimi presupposti per beneficiare economicamente di questo sviluppo”, afferma Fredy Hasenmaile, capo economista di Raiffeisen, citato nella nota.
Con oltre 5 milioni di robot utilizzati in tutto il mondo, la robotica industriale rappresenta già oggi un mercato di massa. Allo stesso tempo esce sempre più spesso dalle fabbriche: nel 2025, in tutto il mondo sono stati consegnati circa 207’000 robot di servizio professionali. Impiegati in svariate forme, aprono nuovi campi di applicazione nella logistica, nella medicina, nell’agricoltura, nella pulizia e nell’ispezione. Questa tendenza è particolarmente evidente nel caso dei robotaxi: dall’inizio del 2026 in California essi percorrono ogni mese oltre 10 milioni di chilometri trasportando passeggeri. Al contempo, l’interesse attorno all’IA e ai robot umanoidi determina un boom degli investimenti. La Cina è il motore principale di questo sviluppo, con oltre il 50% delle nuove installazioni mondiali di robot industriali e quasi il 90% dei robot umanoidi consegnati.
L’ecosistema elvetico della robotica è costituito da almeno 217 aziende con circa 7000 dipendenti. La Svizzera si distingue soprattutto nel campo delle applicazioni speciali tecnologicamente avanzate come ad esempio i droni, i robot mobili autonomi e i dispositivi per la medicina. Gli atenei svolgono un ruolo importante: circa il 56% delle aziende di robotica prese in esame è costituito da spin-off di scuole universitarie e gran parte di queste imprese proviene dai politecnici federali di Zurigo (ETH) e Losanna (EPFL).
Questa vicinanza alla ricerca si manifesta anche a livello geografico: i poli principali di Zurigo e Vaud riuniscono infatti circa tre quarti delle ditte nazionali di robotica. Ultimamente il numero di costituzioni ha registrato una netta accelerazione: dal 2020 sono nate 50 nuove imprese, almeno dieci all’anno solo tra il 2023 e il 2025. Inoltre dal 2020 in Svizzera 3,8 start-up di robotica per milione di abitanti hanno ricevuto capitale di rischio: il paese di Guglielmo Tell supera quindi nettamente gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e gli altri stati europei presi in esame.
A rimanere difficile è il passaggio da start-up a società attiva a livello internazionale. L’87% delle imprese elvetiche del ramo impiega meno di 100 persone: per i grandi round di finanziamento dipendono sempre più da capitali esteri. E considerando i round di finanziamento superiori a 100 milioni di dollari (grosso modo 80 milioni di franchi), solo il 12% degli investimenti proviene dalla Confederazione, mentre il 54% arriva dagli Stati Uniti. I capitali esteri e le numerose sedi svizzere di imprese internazionali di robotica evidenziano che la piazza è interessante; allo stesso tempo, però, questo fa aumentare anche il rischio di acquisizioni e di spostamento all’estero della creazione di valore, mettono in guardia gli esperti di Raiffeisen.
La Svizzera è all’avanguardia non solo nello sviluppo di soluzioni di robotica, ma anche nell’applicazione. Con circa 29 robot industriali ogni 1000 addetti del settore rientra tra i dieci paesi leader al mondo. Per quanto riguarda i robot di servizio professionali si colloca addirittura al primo posto a livello europeo. Inoltre alla luce della sempre più marcata scarsità di manodopera le nuove tecnologie acquisiscono una maggiore importanza come leva di produttività. Dato che le professioni caratterizzate da un’elevata carenza di personale qualificato richiedono spesso competenze specialistiche e interazioni umane, la robotica dovrebbe perlopiù supportare i lavoratori e solo raramente sostituirli. “I robot possono alleggerire il carico di lavoro del personale qualificato e aiutare le aziende ad aumentare la produttività dei propri collaboratori”, conclude Hasenmaile.