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Svizzera-UE: relazioni bilaterali nel menù dei 27 nei prossimi mesi

L'ambasciatore francese in Svizzera Frédéric Journès ha detto che le relazioni tra Berna e Bruxelles saranno sul tavolo dei 27 nei prossimi mesi KEYSTONE/ALESSANDRO DELLA VALLE sda-ats

(Keystone-ATS) Bruxelles attende le proposte elvetiche nel dossier Svizzera-UE, anche se il Covid-19 ha stravolto tutto il calendario. Interrogato da Le Temps, l’ambasciatore francese in Svizzera Frédéric Journès assicura che il tema sarà discusso dai 27 nei prossimi mesi.

Il Forum economico mondiale (WEF) di Davos (GR) previsto in gennaio, durante il quale l’Unione europea attendeva le proposte del Consiglio federale per riprendere i negoziati dopo l’affossamento dell’accordo quadro istituzionale, è stato rinviato all’estate 2022 a causa della nuova variante Omicron del coronavirus. Bruxelles intende tuttavia continuare le discussioni, ha indicato oggi Journès al quotidiano romando.

“Un appuntamento era stato fissato a Davos”, ha sottolineato l’ambasciatore, che si è espresso a pochi giorni dall’inizio della presidenza francese dell’UE, il prossimo primo gennaio. “Sebbene la situazione sanitaria sia peggiorata, è importante che il vicepresidente della Commissione Maros Sefcovic e il presidente della Confederazione Ignazio Cassis possano comunque avere degli scambi”, ha proseguito.

Journès ha aggiunto che “il Consiglio federale deve agire” e che “il dossier deve avanzare”. Ha ricordato che Bruxelles si aspetta delle proposte dal Consiglio federale “su temi chiave quali la ripresa dinamica dell’acquis comunitario, il regolamento dei contenziosi e l’adeguamento nell’applicazione di taluni accordi sulla libera circolazione dei lavoratori”.

Questi argomenti non sono scomparsi con il “no” all’accordo quadro, ha ammonito Journès. “Coloro che ci credono e lo dicono si sbagliano.”

Nessun ruolo speciale

La Francia non giocherà alcun ruolo speciale nel dossier Svizzera-UE, nonostante assumi la presidenza di turno. “La Francia non intende dirigere l’Unione in questo semestre”, ha aggiunto l’ambasciatore. “Insomma: non forzeremo la mano a nessuno”. Si tratterà di favorire il compromesso e di far avanzare l’agenda sul tavolo, ha spiegato.

“L’Unione sta per costruire un nuovo treno, che sarà capitale per il futuro delle imprese europee”, ha ancora osservato metaforicamente Journès. “La Svizzera non potrà salire a bordo di questo treno se rimane trainata dalla vecchia locomotiva bilaterale del 1999. Credere nelle vecchie ricette è astenersi dal pensare al futuro”.

Sefcovic: relazioni rischiano di crollare

Anche Maros Sefcovic si è espresso sui rapporti tra UE e Svizzera in un’intervista al periodico tedesco “Der Spiegel”. A suo avviso, le relazioni rischiano di crollare se alla fine Berna non dice quello che vuole. “Dobbiamo sapere urgentemente se la Svizzera vuole negoziare seriamente con noi”.

Nel caso in cui la Confederazione si impegnasse in nuovi negoziati, dovrà garantire che vuole aderire alle regole del mercato interno dell’UE. “Il che significa che deve adeguare in maniera dinamica le sue norme al mercato europeo”.

Nell’intervista Sefcovic ha anche richiesto un meccanismo di risoluzione delle controversie e un “ritmo regolare” dei contributi al bilancio dell’UE, poiché l’ultimo versamento è stato effettuato quasi dieci anni fa. Inoltre, a suo avviso, sarebbe necessaria una tabella di marcia per i negoziati. “Dobbiamo sapere quando vogliamo parlare e di che cosa, affinché sia chiaro che la discussione non duri 20 o 30 anni”.

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