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TF conferma decisione TAS: Dani Alves deve risarcire club messicano

Keystone-SDA

Il calciatore Dani Alves dovrà versare 2,25 milioni di dollari al suo ex club messicano come risarcimento per la rescissione del contratto. Lo ha stabilito il Tribunale federale (TF), confermando una precedente decisione del Tribunale arbitrale dello sport (TAS).

(Keystone-ATS) Dani Alves, all’anagrafe Daniel Alves Da Silva, era stato licenziato nel gennaio 2023 dal Club Universidad Nacional – noto anche con l’acronimo UNAM o come Pumas -, una delle principali squadre di calcio di Città del Messico, dopo appena 14 partite giocate.

Il licenziamento era avvenuto lo stesso giorno dell’arresto del giocatore brasiliano da parte delle autorità spagnole, che lo accusavano di aver violentato una giovane donna nella notte tra il 30 e il 31 dicembre 2022 nei bagni di un’area VIP di una discoteca di Barcellona.

Nel 2024, un tribunale catalano aveva condannato in primo grado Alves a quattro anni e mezzo di prigione. Dopo aver trascorso 14 mesi in detenzione preventiva, il brasiliano era stato rilasciato dietro il pagamento di una cauzione di un milione di euro, per poi essere assolto in appello nel 2025. La vicenda giudiziaria non è però ancora conclusa, poiché la procura ha presentato un ricorso alla Corte Suprema contro l’assoluzione.

In questo contesto, il Tribunale federale si è limitato a esaminare unicamente la questione del risarcimento contrattuale dovuto dal giocatore alla sua ex squadra messicana. Secondo l’accordo stipulato tra Alves e i Pumas, la società aveva il diritto di rescindere immediatamente il rapporto di lavoro qualora il calciatore fosse rimasto coinvolto in uno scandalo. Il contratto definiva espressamente come “scandalo” qualsiasi atto commesso dal brasiliano e considerato reato, o qualunque attività che potesse generare articoli di stampa negativi.

Nel 2023 il club si era rivolto al TAS chiedendo un indennizzo per la risoluzione anticipata del contratto. Un collegio di tre arbitri designato dal TAS ha quindi tenuto un’udienza a Barcellona, giungendo a una decisione nell’ottobre del 2025. La sentenza del tribunale arbitrale ha stabilito che il giocatore doveva effettivamente versare un risarcimento ai Pumas, qualificato giuridicamente come penale contrattuale. Tuttavia, ritenendo sproporzionata la somma originaria richiesta di 4,5 milioni di dollari, il TAS l’ha dimezzata a 2,25 milioni.

L’ex nazionale brasiliano si è quindi rivolto al TF per contestare la decisione e chiedere l’annullamento dell’indennizzo, senza successo. In una sentenza pubblicata oggi, i giudici di Losanna hanno confermato in toto il verdetto arbitrale.

I giudici hanno sottolineato come il calciatore, forte del suo status di stella internazionale, abbia potuto negoziare liberamente le clausole del suo contratto, accettando consapevolmente il principio della penale. Inoltre, il TF ha inoltre fatto notare che il TAS ha pienamente rispettato il diritto di Alves di essere ascoltato.

Il TF ha respinto anche l’argomentazione del calciatore, che contestava l’entità della penale sostenendo che equivalesse a ben sette volte il suo stipendio annuale. I giudici hanno evidenziato che le dinamiche economiche nel mondo del calcio “sembrino sfuggire al comune buon senso”, viste le cifre astronomiche in gioco. A questo proposito, la corte ha fatto notare che il contratto per i diritti d’immagine garantiva a Alves entrate per 2,5 milioni di dollari all’anno, una cifra superiore alla penale dovuta.

Oltre al risarcimento milionario, Dani Alves dovrà anche farsi carico di 17’000 franchi di spese processuali e versare 19’000 franchi di spese legali al club messicano.

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