TI: anche “senatore” Marco Chiesa (UDC) si candida per il CF
Anche il consigliere agli Stati Marco Chiesa (UDC/TI) ha annunciato questa sera a Ticinonews la sua candidatura per il Consiglio federale. Il 52enne ticinese ha presieduto il partito nazionale dal 2020 al 2024 e fa parte del Municipio di Lugano dal 2024.
(Keystone-ATS) “La Svizzera è la nostra casa e sarebbe un onore poter contribuire a prendersene cura”, ha spiegato il “senatore” democentrista. Il Ticino, è vero, in Governo ha già Ignazio Cassis (PLR), ha ammesso. Ma, per Chiesa, bisogna pensare “a una rappresentatività a medio termine”. Il suo punto di forza? La ticinesità. “Noi ticinesi dobbiamo conoscere tutta la Svizzera, parlare le lingue, conoscere le culture”.
A spaventarlo, ha detto ancora a Ticinonews, è soprattutto l’impatto della corsa in Consiglio federale sulla sua famiglia. Fra gli avversari, Chiesa ha detto di temere “tutti gli altri”, compresa Céline Amaudruz (UDC/GE) che in questi giorni ha subito critiche – a suo parere – “particolarmente ingenerose”.
Chiesa può vantare una lunga carriera politica, che dai consigli comunali di Villa Luganese prima e di Lugano poi, passando per il Gran Consiglio ticinese, l’ha portato in Consiglio nazionale (2015-2019) e al Consiglio degli Stati (dal 2019) sino alla presidenza dell’UDC svizzera. A suo avviso, il ticket ideale sarebbe quello di figurare assieme al capogruppo UDC alle Camere federali Thomas Aeschi, il cui cantone – Zugo – pure è già rappresentato in Consiglio federale, con Martin Pfister (Centro).
Continuità della presenza ticinese in governo
In un comunicato diffuso in seguito, l’UDC Ticino ringrazia Chiesa per aver accolto la propria proposta e gli assicura il pieno sostegno nel percorso di selezione. A suo dire il 52enne ha maturato “una conoscenza approfondita del funzionamento delle nostre istituzioni e della democrazia elvetica”.
La presidenza dell’UDC Svizzera gli ha inoltre consentito di “approfondire la conoscenza del nostro paese, delle sue diverse realtà regionali e delle sensibilità che lo caratterizzano. Un’esperienza arricchita dalla conoscenza delle lingue nazionali e delle differenti culture che compongono la Confederazione”.
La sua candidatura “si fonda su una convinzione semplice e profonda: la Svizzera deve rimanere la Svizzera. Libera, indipendente e sicura. Un paese fedele alla propria identità, alle proprie istituzioni e ai valori che ne hanno garantito la stabilità e la prosperità. Un paese capace di affrontare le sfide del futuro senza dimenticare ciò che lo rende unico”, si legge nella nota.
Per l’UDC Ticino la candidatura di Chiesa vuole anche contribuire a garantire, nel medio termine, la continuità della presenza ticinese in Consiglio federale, “un elemento importante per l’equilibrio linguistico e culturale del nostro paese. Non si tratta tuttavia soltanto di una questione di rappresentanza regionale: si tratta prima di tutto una disponibilità a lavorare per l’intero paese, nel rispetto delle sue diversità, della collegialità e delle responsabilità che la Costituzione affida al Consiglio federale”.
Domani alle 12.00
Le sezioni cantonali dell’UDC hanno tempo fino a domani alle 12.00 per inoltrare le loro candidature alla commissione di ricerca. Quest’ultima sottoporrà poi la sua proposta alla presidenza del gruppo parlamentare entro il 13 novembre.
Il 20 novembre, il gruppo democentrista alle Camere federali dovrebbe decidere chi figurerà sul ticket. Il 9 dicembre l’Assemblea federale eleggerà il successore di Guy Parmelin (UDC), che entrerà in carica il primo gennaio.
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