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Transizione energetica: buoni voti a Svizzera malgrado eolico, SES

Keystone-SDA

Se confrontata con quanto avviene nei paesi dell'UE, la transizione energetica in Svizzera sta procedendo a ritmo sostenuto.

(Keystone-ATS) L’idroelettrico, storicamente rilevante, continua a costituire l’asso nella manica della Confederazione, ma anche il solare conosce uno sviluppo notevole. Il vero tallone d’Achille è costituito dall’eolico.

È quanto emerge, in estrema sintesi, da uno studio (con data di ieri) reso pubblico oggi realizzato dalla Schweizerische Energie-Stiftung (SES, fondazione svizzera per l’energia, ente che, stando al suo sito, si batte per la promozione di vettori rinnovabili). La ricerca, intitolata Dekarbonisierung der schweizer Energieversorgung im Europäischen Vergleich (letteralmente decarbonizzazione dell’approvvigionamento energetico svizzero nel confronto europeo), viene realizzata ogni anno e indica la produzione pro capite di energia solare ed eolica in Svizzera e nei 27 stati membri dell’UE. Nella pubblicazione in esame, relativa al 2025, sono stati confrontati per la prima volta anche la produzione totale di energia rinnovabile pro capite e per superficie, la sua quota sul consumo di energia elettrica e il grado di elettrificazione.

La Svizzera lo scorso anno si è piazzata al quinto posto per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili pro capite, con 4872 chilowattora (kWh). È superata da Svezia (11’478 kWh), Finlandia (8245), Austria (6655) e Danimarca (5066). Per rendere più concrete queste cifre, val la pena ricordare che il consumo energetico tipico di una famiglia, stando all’enciclopedia in linea Wikipedia, è dell’ordine del migliaio di kWh. Il dato elvetico si spiega soprattutto con la consistente produzione idroelettrica, che rappresenta oltre la metà della sua produzione di energia elettrica. Se rapportata alla superficie del paese, la Svizzera si colloca al terzo posto in termini di produzione di corrente da fonti rinnovabili, dietro ai Paesi Bassi e a Malta.

Accelerazione nella corrente solare

Il rapporto di SES segnala una forte crescita nel settore fotovoltaico, dove nella Confederazione è stato raggiunto un nuovo primato di produzione pro capite, con 878 kWh. La Svizzera guadagna una posizione, salendo al decimo posto, alla pari con il Belgio (879). I Paesi Bassi dominano la classifica con 1579 kWh.

A livello nazionale, la produzione solare ha raggiunto i 7948 gigawattora (GWh, dove un GWh è l’equivalente di un milione di kWh). È aumentata di 2000 GWh in un solo anno e cresce di quasi 1000 GWh ogni dodici mesi da un lustro. Una particolarità elvetica risiede nel fatto che oltre il 96% delle nuove capacità fotovoltaiche installate lo scorso anno è stato realizzato su edifici, contro una media europea del 58%.

La Svizzera presenta ancora un grande potenziale di espansione, scrive però SES: i valori pro capite di diversi stati più settentrionali sono più elevati, nonostante in quelle zone l’irraggiamento solare sia inferiore.

Ritardo nell’eolico

La Svizzera è in notevole ritardo nell’eolico: con soli 18 kWh prodotti pro capite nel 2025, la Svizzera si colloca al 25esimo posto su 28. Solo Slovenia, Malta e Slovacchia registrano dati inferiori.

All’altra estremità della graduatoria, la Finlandia raggiunge i 4006 kWh, la Svezia i 3674 e la Danimarca i 3206 (178 volte la produzione pro capite della Svizzera). Anche paesi senza turbine in mare e più paragonabili alla Svizzera, come Austria, Lussemburgo o Ungheria, producono molta più energia servendosi del vento.

La Svizzera è invece ai vertici della classifica per quanto riguarda la quota delle energie rinnovabili nel consumo totale di elettricità. Tale proporzione raggiunge il 70,8%, di cui quasi 55 punti percentuali provengono dall’idroelettrico e circa tredici dal fotovoltaico. Il paese occupa anche in questo caso il quinto posto, dietro a Svezia (92%), Austria (88%), Danimarca (82%) e, per un paio di decimi di punto percentuale, al Portogallo (71%).

Poca elettricità rispetto ad altre fonti

Un altro indicatore della transizione energetica è il grado di elettrificazione: la corrente rappresenta il 26,7% del consumo totale di energia in Svizzera, il che la colloca al settimo posto. La Svezia, che occupa il gradino più alto del podio, raggiunge solo il 35,3%, a dimostrazione del fatto che gran parte dell’energia consumata in Europa dipende ancora da altre fonti, viene sottolineato nello studio.

In sintesi, per SES il bilancio per la Svizzera è positivo, ma c’è ancora molto da fare, e per tutti i vettori rinnovabili. Per l’eolico, il principale punto debole, la recente accelerazione delle procedure di autorizzazione e diversi progetti in corso potrebbero consentire un recupero di parte del ritardo accumulato.

“Fondamentale è che la politica garantisca condizioni quadro (per tutti i vettori verdi) nel lungo periodo. Solo così sarà possibile stimolare gli investimenti necessari e portare avanti in modo duraturo i progressi della transizione energetica”, sottolinea SES in un comunicato che accompagna lo studio.

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