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Trasporto tifosi: club irritati da nuove misure previste da Berna

(Keystone-ATS) L’obbligo di utilizzare convogli speciali per andare ad assistere a una partita di calcio o di disco su ghiaccio non piace ai club e alle organizzazioni di tifosi. Di tutt’altro avviso le imprese di trasporto pubblico, le città e i cantoni, che accolgono favorevolmente il giro di vite prospettato dal Consiglio federale per evitare disordini durante i viaggi verso gli stadi.

Secondo il progetto governativo, i gruppi di sostenitori non dovrebbero più avere il diritto di essere trasportati con bus o treni normali, se un’impresa mette loro a disposizione veicoli speciali o biglietti che abbinano il trasporto e l’entrata allo stadio.

La revisione in corso della Legge federale sul trasporto di viaggiatori prevede inoltre che se un treno è noleggiato da un club, quest’ultimo si assume i costi degli eventuali danni causati dai tifosi. La riforma era posta in consultazione sino ad oggi presso gli ambienti interessati.

“Necessaria”

I rappresentanti dei trasporti pubblici ritengono “necessarie” le modifiche della legge. Esse consentono di migliorare la sicurezza all’interno dei veicoli, di responsabilizzare i club e di diminuire le spese legate alla riparazione dei danni occasionati dai supporter.

“Auspichiamo che venga garantita la sicurezza dei nostri dipendenti e dei nostri clienti”, ha spiegato all’ats la portavoce delle FFS, Patricia Claivaz. Le Ferrovie sborsano circa tre milioni di franchi all’anno per riparare, pulire e rendere più sicuri i convogli che trasportano tifosi violenti.

Sulla stessa lunghezza d’onda l’Unione dei trasporti pubblici (UTP): “non è normale che i trasporti pubblici subiscano atti di vandalismo e il loro personale aggressioni” indica in una presa di posizione. “È pure ingiusto verso i clienti, i quali sarebbero immediatamente sanzionati per un comportamento simile”, aggiunge l’UTP.

Anche le città e i cantoni sostengono le nuove disposizioni. A loro avviso, l’impiego di agenti per sorvegliare le manifestazioni sportive – in media 900 per ogni fine settimana – è troppo oneroso e si ripercuote sulla collettività pubblica.

“Queste misure sono indispensabili per poter applicare l’idea del biglietto che abbina trasporto ed entrata allo stadio, che abbiamo sempre reclamato”, ha dichiarato all’ats il segretario della Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia (CDCGP). Quest’ultima ha peraltro adottato in febbraio un nuovo concordato in cui tutte le partite sono sottoposte all’autorizzazione del cantone interessato.

“Repressivo”

Di avviso opposto sono invece i rappresentanti dei club e i sostenitori. Per l’Associazione svizzera di football (ASF), il progetto governativo è semplicemente “eccessivo” nella misura in cui non centra l’obiettivo. “Come distinguere un tifoso da un altro viaggiatore?”, si chiede l’ASF, la quale dubita della fondatezza giuridica di tali proposte.

Dal canto suo, l’associazione “Lavoro sociale con i tifosi in Svizzera” deplora il fatto che il progetto sia puramente “repressivo” e non tenga conto del lavoro dei sostenitori appositamente formati. Per l’organizzazione, il testo rischia di generare un'”esplosione del numero di poliziotti”, mentre “la situazione attuale funziona assai bene”.

Questa preoccupazione è stata ripresa anche dai giuristi di “dirittifondamentali.ch”, per i quali “la collaborazione tra club, trasporti pubblici e tifosi organizzati rischia di essere affossata da questa modifica di legge”.

Tra i partiti, infine, PPD e UDC accolgono favorevolmente le nuove disposizioni, sottolineando come sia giunto il momento di responsabilizzare i club. Il PS è pure d’accordo con le grandi linee del progetto, ad eccezione della misura che conferisce al governo la competenza di escludere persone dai trasporti speciali per motivi di igiene, di salute o di ordine pubblico. Il PLR non si è invece ancora pronunciato.

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