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Cpi: Libia deve eseguire arresto Gheddafi

Questo contenuto è stato pubblicato il 27 luglio 2011 - 17:43
(Keystone-ATS)

La Libia deve eseguire il mandato d'arresto di Muammar Gheddafi: lo ha ribadito il procuratore della Corte penale internazionale (Cpi) Luis Moreno-Ocampo, che il 27 giugno scorso ha spiccato un mandato di cattura contro il rais, suo figlio Saif-Al Islam e il capo dei servizi segreti libici.

La dichiarazione di Ocampo giunge mentre si intensifica il confronto diplomatico sulla proposta della Gran Bretagna, secondo la quale Gheddafi potrà restare in Libia a condizione che lasci la politica e il potere.

"È una questione giuridica", ha detto l'ufficio del procuratore in un comunicato stampa, ricordando che è vero che la Libia non ha aderito al Trattato di Roma, lo statuto fondativo della Cpi, "ma è membro delle Nazioni Unite". In quanto tale, in virtù della risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'Onu 1970, il governo libico - non importa quale - "ha l'obbligo di eseguire i mandati di arresto", ha precisato Ocampo.

La proposta lanciata dal ministro britannico degli esteri William Hague è appoggiata dal collega francese Alain Juppé, ma ha ricevuto tiepidi consensi da parte del Cnt, il consiglio di transizione di Bengasi. Secondo il capo del Cnt, Moustapha Abdeljalil, la proposta sarebbe già caduta.

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