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L'UDC contro l'insegnamento di una seconda lingua alle elementari

Questo contenuto è stato pubblicato il 02 novembre 2010 - 18:00
(Keystone-ATS)

BERNA - Per l'UDC non è più il caso d'insegnare una seconda o una terza lingua alle scuole elementari. Il piano di studi presentato oggi a Berna dai democentristi alla stampa prevede questi corsi solo nella scuola media, e non necessariamente a titolo obbligatorio.
Il documento, che vuol essere la risposta al "Piano di studi 21" (Lehrplan 21) elaborato dalla Conferenza dei direttori cantonali della pubblica educazione per la Svizzera tedesca, è rivolto prima di tutto a questa regione, ha dichiarato il consigliere nazionale Lieni Füglistaller (AG).
Il malcontento è infatti più palpabile nella Svizzera tedesca che non in quella romanda, dove il dibattito - secondo Füglistaller - è affrontato in maniera più democratica. Il piano di studi dell'UDC dedica così tredici pagine al buon metodo di insegnare il "buon tedesco" e allo spazio da concedere al dialetto.
Per quanto riguarda le "lingue straniere", l'insegnamento del francese e dell'inglese dovranno essere obbligatori solo al livello preliceale della scuola media. Al livello "B" sarebbe obbligatoria solo una seconda lingua, mentre al livello "C" l'insegnamento delle lingua straniere sarebbe facoltativo.
In generale, l'UDC auspica una verifica dei livelli di prestazioni attraverso esami annuali finali, con note. Si dovrebbe riservare maggiore spazio alle prove. In matematica si tratta per esempio di rivalorizzare il calcolo mentale.
Il piano di studi insiste inoltre su materie quali i lavori manuali, la storia, la geografia o la conoscenza dei pianeti e degli animali. E non è nemmeno il caso di perseverare con la riscrittura sinistroide della storia, ha esclamato l'insegnante Franziskus Graber, alludendo ai lavori della commissione Bergier sulla Seconda Guerra mondiale.
E per quanto riguarda l'educazione sessuale? Anche in questo campo i dati sono chiari: se necessario se ne discute alla scuola elementare. Quindi, il problema verrebbe affrontato a partire dalla scuola media dal profilo biologico. L'UDC vuole per i genitori la garanzia che la scuola si astenga dall'incoraggiare certe attività sessuali.
Al riguardo, nel documento dell'UDC si legge che "gli apostoli di orientamenti sessuali speciali, che abusano della scuola elementare per farne una piattaforma d'indottrinamento, in realtà si rendono colpevoli di abusi sessuali sui bambini, dalle conseguenze a volte traumatiche".

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