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Secondo le prime stime, sarebbe compresa fra 6,8 e 6,9 la magnitudo del terremoto avvenuto oggi al confine tra Birmania, Thailandia e Laos. La zona colpita è montuosa e poco popolata e la città più vicina dista circa 90 chilometri.

"Sono stime preliminari, ma già da queste risulta che è un terremoto medio per quest'area", spiega il sismologo dell'Istituto italiano di geofisica e vulcanologia (Ingv), Salvatore Barba. "È un terremoto classico, in linea con la mappa di pericolosità della zona e con l'accelerazione prevista".

È avvenuto anche molto vicino alla superficie, ad appena 10 metri di profondità, ed è stato generato dai movimenti laterali generati dalla collisione fra la placca continentale indiana e quella birmana. "In questa zona - ha spiegato Barba - i movimenti tra le piattaforme sono molto diversi da quelli che avvengono in aree come l'Italia". I due blocchi si muovono infatti ad una velocità compresa fra 30 e 60 millimetri l'anno, ossia da 30 a 50 volte più velocemente di quanto avvenga nel sottosuolo italiano, dove i movimenti sono pari a 1 centimetro l'anno.

"Il terremoto è stato chiaramente percepito a Chiang Mai, la più popolosa città nel nord della Thailanda, e più debolmente ai piani alti di Bangkok", hanno riferito testimoni all'ANSA. Nella zona attorno all'epicentro - il 'Triangolo d'oro' tra Thailandia, Birmania e Laos - non ci sono grandi città, ma sono presenti alcune cittadine di qualche decina di migliaia di abitanti e diversi villaggi, dove praticamente tutti gli edifici sono costruiti senza rispettare gli standard antisismici.

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SDA-ATS